La trascrizione dei caratteri arabi

I caratteri arabi: forma, trascrizioni e pronuncia

La forma base dei caratteri arabi, la trascrizione “scientifica” in caratteri latini, la trascrizione fonetica secondo le norme dell’Alfabeto Fonetico Internazionale,  il nome arabo della lettera e la spiegazione della pronuncia:

ا      ’  ˀ   alif
1) è supporto per una vocale iniziale di parola; 2) indica una â lunga; 3) sostiene una hamza; quando è iniziale non si usa trascrivere
ب    b b  bâ’
come “b” italiana
ت    t  t  tâ’
come “t” italiana
ث    ṯ  θ  ṯâ’
come “th” inglese di thank you o come θ del Greco moderno; una fricativa interdentale sorda
ج    ǧ  ʤ  ǧim
come la “g” italiana di gelo davanti a qualsiasi vocale o consonante; in Egitto come “g” di gara
ح    ḥ  ħ  ḥâ’
una “ha” aspirata con forte frizione della faringe, si dice anche “enfatica”
خ    ḫ  x  ḫâ’
come la “ch” del tedesco Bach o come la χ del greco moderno
د     d  d  dâl
come la “d” italiana
ذ     ḏ  ð   ḏâl
come la “th” inglese di that o la δ del greco moderno; una fricativa interdentale sonora
ر     r  r  râ’
come in italiano, ma mai “moscia”
ز     z  z  zây
come la “s” italiana di rosa, sonora
س   s  s  sîn
come la “s” italiana di sasso anche tra due vocali, sorda
ش   š  ʃ  šîn
come la “sc” italiana di scena
ص   ṣ    ṣâd
come “s”, ma con forte costrizione della faringe o, come si dice, enfatica
ض   ḍ    ḍâd
come “d” enfatica
ط     ṭ    ṭâ’
come “t” enfatica
ظ    ẓ    ẓâ’
come “ḏ” enfatica, ma spesso come una “z” enfatica
ع    ‘  ˁ   ‘ayn
un suono totalmente faringale: la voce è costretta nella faringe contratta e produce un suono strozzato che si riverbera sulle vocali adiacenti
غ    ġ  ʁ  ġayn
come la “r” grasséyée dei francesi
ف   f  f   fâ’
come in italiano
ق   q  q  qâf
come una “k” articolata profondamente in gola; occlusiva ululare sorda
ك    k k   kâf
come “c” di cane, o la “k” inglese
ل    l  l  lâm
come in italiano
م    m m  mîm
come in italiano
ن   n n   nûn
come in italiano
    h h  hâ’
leggera aspirazione come in inglese
و    w w  wâw
come in inglese
ي    y  j  yâ’
come in inglese
ء     ’  ˀ   hamza
una brusca interruzione di voce

Trascrizioni alternative

Alcune trascrizioni alternative usate anche da arabisti, ad esempio:

ā   per la â lunga
ī    per la î lunga
ū   per la û lunga
j    per la ğ
θ   per la
δ   per la
ð   per la
ś   per la š

Molti arabisti utilizzano per le enfatiche le corrispondenti maiuscole, per evitare l’uso di diacritici:

S  per 
D  per 
T  per 
Z  per 
H  per 

Per quanto riguarda le maiuscole, gli arabisti che utilizzano la trascrizione “classica” preferiscono attenersi alle norme dell’alfabeto latino, trascrivendo maiuscole le iniziali dei nomi propri e le iniziali di periodo.

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Fonti

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Altri appunti:

✏ Alfabeto arabo: grafia e trascrizione delle lettere

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Sole, شَمْس šams, e luna, قَمَر qamar: lettere solari e lettere lunari

Mond-_und_Sonnenbuchstaben

 

Le lettere dell’alfabeto arabo si dividono in due parti uguali, a seconda del loro comportamento quando sono precedute dall’articolo determinativo ال al.
La differenza fra i due gruppi è solo fonetica
.

Le 14 lettere solari  –  ﺍﻟﺤﺮﻭﻑ ﺍﻟﺸﻤﺴﻴﺔ  al-ḥurūf aš-šamsiyyah, da  شَمْس  šams, “sole”  –  sono dentali, interdentali e sibilanti e in presenza dell’articolo assimilano  lām, che non si pronuncia, mentre si raddoppia il suono della consonante iniziale:

ال al+ شَمْس  šams, “sole”    >   [si scrive]  الشَمْس   [si pronuncia]  -šams, “il sole”

Le 14 lettere lunari  –  ﺍﻟﺤﺮﻭﻑ ﺍﻟﻘﻤﺮﻳﺔ  al-ḥurūf al-qamariyyah, da  قَمَر  qamar, “luna” – non assimilano lām e la pronuncia è regolare:

ال al+ قَمَر  qamar, “luna”   >    [si scrive e si pronuncia]  القَمَر   al-qamar

 

Lettere solari

تَرْجَمَة  ‎  tarǧama, “traduzione”   ⇒   التَرْجَمَة   at-tarǧama, “la traduzione”

ثِقَة    ṯiqah, “fede, fiducia”     ⇒     الثِّقَة   aṯ-ṯiqah, “la fede, la fiducia”

دَفْتَر  ‎daftar, “quaderno”   ⇒   الدَفْتَر  ad-daftar, “il quaderno”

ذِكْرَى   ḏikrā, “memoria, ricordo”   ⇒    الذِكْرَى   aḏ-ḏikrā, “la memoria, il ricordo”

رَاحَة    rāḥa, “riposo; quiete”     ⇒      الرَاحَة   ar-rāḥa, “il riposo; la quiete”

زَهْر    zahr, “fiori” (coll.)    ⇒     الزَهْر    az-zahr, “i fiori”

سَلَام  ‎  salām, “pace; saluto”     ⇒     السَلَام   as-salām, “la pace; il saluto”

شَجَر   šaǧar, “alberi” (coll.)       ⇒      الشَجَر   -šaǧar, “gli alberi”

صَيْف   ṣayf, “estate”    ⇒    الصَيْف   aṣ-ṣayf, “l’estate”

ضَيْف  ḍayf, “ospite”    ⇒     الضَيْف   aḍ-ḍayf, “l’ospite”

طَحِين  ṭaḥīn, “farina”    ⇒    الطَحِين   aṭ-ṭaḥīn, “la farina”

ظُهْر   ẓuhr, “mezzogiorno”     ⇒     الظُهْر   aẓ-ẓuhr, “il mezzogiorno”

  ‎     ‎  ‎  ‎ ‎ ‎ ‎ ‎‎  ‎

لِسَان  ‎  lisān, “lingua, linguaggio”         اللِسَان   al-lisān, “la lingua, il linguaggio”

نُور   nūr, “luce”    ⇒     النُور   an-nūr, “la luce”

 

Lettere solari

أ

أَبْجَدِيَّة  ‎  ˀabjadiyya, “alfabeto”   ⇒    الأَبْجَدِيَّة  al-‎ˀabjadiyya, “l’alfabeto”

بَيْت   bayt, “casa”          البَيْت   al-bayt, “la casa”

جَدّ   ǧadd, “nonno; antenato”           الجَدّ   al-ǧadd, “il nonno; l’antenato”

حَرَكَة   ḥaraka, “movimento”         الحَرَكَة   al-ḥaraka, “il movimento”

خ

خُبْز    ubz, “pane”           الخُبْز   al-ḫubz, “il pane”

عِيد   ˁīd, “festa”           العِيد   al-ˁīd, “la festa”

غَرْب   ġarb, “occidente”            الغَرْب   al-ġarb, “l’occidente”

فَصْل   faṣl, “capitolo; stagione”             الفَصْل   al-faṣl, “il capitolo; la stagione”

قَلَم   qalam, “penna” [per scrivere]               القَلَم   al-qalam, “la penna”

كِتَابَة  ‎  kitāba, “scrittura”         الكِتَابَة   al-kitāba, “la scrittura”

مَدْرَسَة   madrasa, “scuola”         المَدْرَسَة   al-madrasa, “la scuola”

هَدَف    hadaf, “scopo, obiettivo”           الهَدَف   al-hadaf, “lo scopo, l’obiettivo”

وَرْد   ward, “rosa, rose” (coll.)               الوَرْد    al-ward, “la rosa, le rose”

يَوْم   yawm, “giorno, giornata”             اليَوْم   al-yawm, “il giorno, la giornata”

 

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Fonti

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Immagine: Mond- und Sonnenbuchstaben – Lettere solari e lunari, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0

Alfabeto: lettere aggiuntive / 2

Altri usi della ا ˀalif

 

Alif-Madda

الف مدة   ˀalif madda (lett. “alif allungata”) si usa per evitare di scrivere due ˀalif consecutive: quando أَ ˀalif ḥamza iniziale è seguita da vocale lunga ā, la ˀalif di prolungamento viene rappresentata graficamente in cima alla prima e in posizione orizzontale, pronunciata e traslitterata come ā lunga. Il segno ˜ posto sopra la ˀalif si chiama  مَدَّة  ‎madda, “prolungamento”:

آدَاب   ˀādāb, “letteratura” (n.m., pl.)

آب   ‎ˀāb, “agosto” (n.pr.m.)

Quando ˀalif madda compare all’interno della parola, il suo valore è -ˀā-, cioè hamza+ā:

قُرْآن  ‎  Qurˀān, “Corano” (n.m.)

اَلْآنَ   al-ˀāna, “adesso” (avv.)

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الف مقصورة  ˀalif  maqūra (lett. “alif accorciata”) Alif_maqsuracompare solo a fine parola, si pronuncia e traslittera come ā lunga e si scrive ى, cioè come una yāˀ senza i punti preceduta da fatḥa. Quando è seguita da un pronome suffisso, la ˀalif  maqūra si trasforma in ˀalif semplice. Compare in diversi temi femminili e maschili, in preposizioni di uso frequente e avverbi:

لَيْلَى   ‎Laylā, “Leila”

مُصْطَفَى   Muṣṭafā, “Mustafa” (lett. “scelto, eletto”)

إِلَى   ˀilā, “su, verso”

مَتَى؟  ‎  matā?, “quando?”

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00-Kleines Alif.png

 ˀalif  difettiva o miniaturizzata

In un ristretto numero di parole la ˀalif funge da allungamento vocalico ed è regolarmente pronunciata, ma non risulta a livello scritto nei testi non vocalizzati.

Nei testi vocalizzati è riportata miniaturizzata in cima alla consonante che la precede, ad es. in:

اَلله ‎  Allāh, “Dio, Allàh” (n.pr.m.)

هٰذَا   hāḏā, “questo” (agg./pron.dim.)

ذٰلِكَ  ‎  ḏālika, “quello” (agg./pron.dim.)

لٰكِنْ  ‎  lākin, “ma” (cong.)

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أَلِف وَصْلَة  ˀalif  wala00-Alif-Wasla.png

Alcune parole iniziano per una ˀalif che non è ˀalif ḥamza. In questi casi si parla di ˀalif waṣla (lett. “alif di legamento”). Nelle parole in ˀalif waṣla non c’è ḥamza e si ha elisione della vocale iniziale a, i, u ogni volta che sono precedute da un’altra parola uscente in vocale. Nella scrittura vocalizzata la ˀalif porta il segno waṣla, ٱ. Uno dei termini più comuni è  اِسْم  ism, “nome”:

  • a inizio di enunciato si legge ˀism

اِسْمِي لَيْلى  ˀismī  Laylā, “mi chiamo Leila” <nome-mio [è] Leila>

  • se ad esempio è preceduto dalla congiunzione وَ  wa-, “e”, o dal pronome interrogativo مَا؟  mā?, “cosa?”, la i- iniziale si elide

وَٱسْمِي لَيْلى   wa-smī  Laylā, “e mi chiamo Leila”

مَا ٱسْمِي؟   smī?, “come mi chiamo?”

 

📌  La ˀalif  dell’articolo determinativo al- è ˀalif  waṣla. Si pronuncia solo a inizio frase, mentre all’interno della frase la /a/ cade e l’articolo si pronuncia e traslittera l-:

بَيْت  ‎ bayt, “casa”   ⇒    اَلْبَيْت  al-bayt, “la casa”  ⇒   فيِ ٱ لْبَيْت  fī l-bayt, “nella casa, a casa”

̇

ا+ل ˀalif + lām: l’articolo determinativo ال al-

alif+lam

L’unione ˀalif + lām si identifica con l’articolo determinativo ال al-. È l’unico articolo determinativo presente in arabo, invariabile in genere e numero (corrisponde a il, lo, la, l’; i, gli, le), e si unisce direttamente al sostantivo o all’aggettivo cui è riferito:

كِتَاب  ‎  kitāb, “libro”     ⇒     اَلْكِتَاب ‎  al-kitāb, “il libro”

L’articolo determinativo si usa:

  • con tutti gli epiteti di  اَلله ‎ Allāh
  • per indicare i punti cardinali, l’ora e i giorni della settimana
  • con i nomi delle stagioni e alcuni nomi di Paesi e città
  • con i nomi propri preceduti da Signor, Signora o altri titoli

 

تنوين  tanwīn: il nominale indeterminato

In arabo non esiste un vero articolo indeterminativo e il nominale indeterminato (sostantivo e aggettivo) è reso mediante un raddoppiamento dell’ultima vocale breve con l’ausilio dei tre diacritici vocalici   ـٌ  -un  ـٍ . -in  ـً   -an,  detti  تنوين  tanwīn (in italiano anche nunazione), corrispondenti agli articoli un, uno, una, dei, degli, delle.

I tanwīn seguono il caso della parola a cui si riferiscono:

-un = nominativo indeterminato 00-Dammatan
كِتَابٌ   kitābun, “un libro”

 

 

-in = genitivo o caso obliquo 00-Kasratan
بكتابٍ   bi-kitābin, “con un libro”

 

 

-an = accusativo indeterminato 00-Fathatan
كِتَابًا  […]   […] kitāban,  “[ho comprato] un libro”

 

 

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Fonti

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Immagini: Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0 (ˀalif madda, ˀalif  maqūra, ˀalif  difettiva, ˀalif  wala); Unidad 5. El artículo (1) التعريف | Asir Laymun عصير ليمون (ˀalif + lām); Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0 (ammatān, kasratān, fatḥatān)

Altri appunti:

✏   Alfabeto: lettere aggiuntive / 1

✏   “Movimento”, حركات‎ ḥarakāt

 

 

Alfabeto: lettere aggiuntive / 1

Alcuni segni ortografici particolari non sono inclusi dai grammatici nell’alfabeto, ma sono fondamentali per poter leggere e scrivere correttamente in arabo.

 

Lettere aggiuntive:  ء ḥamzaلا lām-ˀalif  e  ة tāˀ marbūa

 

Hamzah-individual.svg

همزة  ḥamza

La ḥamza rappresenta il fonema consonantico [ʔ], trascritto ˀ (detto anche “colpo di glottide”), ed è l’unico grafema che non lega né a destra né a sinistra.

 

In posizione iniziale poggia su una ˀalif e in questo caso si parla di ˀalif ḥamza: la ˀalif  serve da sostegno alla consonante ḥamza, che può essere vocalizzata in a, i, u con l’ausilio dei corrispondenti diacritici:

alif-hamza-fatha

 

  ˀalif ḥamza+fatḥa = ˀa, come nel pronome personale   أَنَا   ˀanā, “io”

 

alif+hamza+kasra

 

ˀalif ḥamza+kasraˀi, come nella congiunzione  إِذَا   ˀiḏā, “se”

 

 

alif+hamza+damma

 

ˀalif ḥamza+ḍammaˀu, come nel sostantivo   أُمّ   ‎ˀumm, “madre”

 

 

In posizione mediana e finale la ḥamza poggia su uno dei tre grafemi semiconsonantici  ˀalifwāwى yāˀ (senza i punti), che non hanno valore fonetico ma fungono da semplice sostegno (كُرْسِيّ الْهَمْزَة  kursiyy al-hamza, “sedia della hamza“):

أ

مَسْأَلَة   ‎masˀala, “questione, problema” (n.f.)

ئ

رَئِيس  raˀīs, “leader, capo” (n.m.)

ؤ  

مُؤْمِن  ‎muˀmin, “credente, fedele” (n./a.m.)

In posizione finale, preceduta da vocale lunga  ā, ī, ū o da dittongo ay, aw, la ḥamza poggia sul rigo:

ء

come nei sostantivi  مَسَاء  ‎ masāˀ, “sera”  e   ضَوْء  ‎ḍawˀ, “luce”

 

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23a-Lam-Alif

 

 

lām-ˀalif

 

Questa particolare legatura si utilizza quando  ل lām  è seguita da  ˀalif:  la ˀalif  si mette obliquamente sulla lām, dando vita al grafema composto lām-ˀalif, che si pronuncia /lā/ e si scrive:

لا

nella forma isolata e in posizione iniziale,
come nell’avverbio negativo  لَا  , “no, non”

ـلا

in posizione mediana e legata a destra,
come nell’interiezione  كَلَّا  kallā, “certo che no”

 

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03a-Ta_marbuta

 

تاء مربوطة  tāˀ marbūa (lett. “tāˀ legata”) si usa solo a fine parola per indicare il genere femminile (il morfema femminile è /-at/). È preceduta dalla vocale fatḥa e si scrive:

 

ة

nella forma isolata, come nel nome proprio di persona   سَارَة  Sāra

nella forma finale e legata a destra,
come nei sostantivi  مَدِينَة  ‎madīna, “città”,  e  ثقة  ṯiqah, “fede, fiducia”

Aggiungendo la tāˀ marbūa a un nominale – sostantivo o aggettivo – si ottiene il femminile corrispondente:

أُسْتَاذ  ˀustāḏ, “professore”               ⇒          أُسْتَاذَة   ˀustāḏa, “professoressa”  

كَبِير  kabīr, “grande” (m.)               ⇒                  ‎  كَبِيرَة ‎  kabīra, “grande” (f.)

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Fonti

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Immagini: Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0 (ḥamza, lām-ˀaliftāˀ marbūa); Unidad 3. La hamza ء | Asir Laymun عصير ليمون (ˀalif +ḥamza)

Altri appunti:

✏   Alfabeto arabo: grafia e trascrizione delle lettere

✏   “Movimento”, حركات‎ ḥarakāt

 

 

“Movimento”, حركات‎ ḥarakāt

Segni diacritici, sistema vocalico e consonanti doppie

In arabo standard il sistema vocalico è composto dai tre fonemi  /a/ /i/ /u/,  che possono essere brevi,  a i u,  o lunghi,  ā ī ū.  A questi si aggiungono i due dittonghi  ay  (come in bayt, “casa”)  e  aw  (come in mawz, “banane”).

Le vocali brevi non vengono mai segnate nella scrittura corrente (fanno eccezione i vocabolari, i testi didattici, il Corano e la poesia). Nei testi vocalizzati le vocali brevi sono rese con le  حَرَكَاتḥarakāt,  i segni diacritici posti sopra e sotto le consonanti:  ḥarakāt  è il plurale di  حَرَكَة  ḥaraka,  la cui radice (ح ر ك ‎  ḥ-r-k) è legata all’idea di “movimento” e “animazione”; secondo i grammatici arabi, le vocali risvegliano e inducono al movimento le consonanti che le supportano.

َ فَتْحَة  fatḥa (lett. “apertura”) è posto sopra la consonante a indicare la a breve,
come in  دَ  da

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/8/84/00-Kasra.png

ِ كَسْرَة  kasra (lett. “rottura”) è posto sotto la consonante a indicare la i breve,
come in   دِ  di

ضَمَّة  ḍamma: (lett. “riunione”) è posto sopra la consonante a indicare la u breve,
come in  دُ  du

سُكُون  sukūn (lett. “silenzio”) è posto sopra il grafema consonantico a indicare una consonante muta, non vocalizzata,
come in   دْ  d  اِسْم  ism (“nome”)

 

Un altro segno diacritico interviene per segnalare le consonanti doppie:

شَدَّة  šadda  o  تَشْدِيد  tašdīd (lett. “rafforzamento”) scritto sopra la consonante,
come in  دّ  ddكُتَّابkuttāb (“scrittori”)

 

Per indicare una consonante doppia seguita da una vocale breve scriveremo:
دَّ  dda  دَّ  ddi   دُّ  ddu

Per scrivere le tre vocali lunghe  ā   ī   ū   si combinano i diacritici fatḥa, kasra e ḍamma con i tre grafemi semiconsonantici  ˀalifwāwyāˀ:
دَا  dā   دِي dī    دُو  dū

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Fonti

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Immagini:  Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0; GNU FDL

Altri appunti:

✏   Alfabeto arabo: grafia e trascrizione delle lettere