L’identità dell’individuo nel nome: اِسْم ism, كنية kunya, نِسْبَة nisba, لَقَب laqab

Per i grammatici arabi il termine coranico  اِسْم  ism, “nome”, ha due possibili etimologie:

  1. deriverebbe dalla radice  سمو  s-m-w, “essere alto; elevarsi, dominare”: il nome è considerato sotto il suo aspetto essenziale e permanente e designa la realtà essenziale del nominato, oppure
  2. dalla radice  وسم  w-s-m, “mettere un marchio, un segno (su qualcosa); definire; avere un bel viso”: del nome è preso in considerazione l’aspetto formale, che definisce la realtà manifestata del nominato.

Queste due etimologie complementari mettono in luce la doppia dimensione dell’essere, legato sia all’essenza che all’apparenza. Il termine coranico اِسْم  ism va dunque molto al di là della semplice “denominazione”.

In seno alla società araba tradizionale ciascun individuo è distinto da un insieme di qualifiche che determinano molto precisamente la sua identità. Il “nome proprio”, ricevuto alla nascita, non è che il primo degli elementi costitutivi del suo nome.

  • Il nome proprioاِسْم  ism è la sola denominazione dell’identità intima dell’individuo: ad es.   عَلِيّ ʿAlī  (a.m.  عَلِيّ ʿaliyy, “nobile, elevato, alto”);  فَاطِمَة  Fāṭima (“giovane cammella svezzata; colei che è allontanata dal fuoco”).
  • Il nome di paternità / di parentela  كنية  kunya, “soprannome; cognome; nomignolo” è un appellativo composto da أَبُو  ʾabū, “padre”, o  أُمّ  ʾumm, “madre”, seguito in genere dal nome del primogenito: ad es. أبو الحسن   Abū ‘l-Ḥasan (“il padre di Ḥasan”);  أم سلمة  ʾUmm Salama (“la madre di Salama”).
  • Il nome di filiazione / di relazione – نِسْبَة  nisba, “attribuzione; parentela, affinità” indica l’appartenenza tribale o il luogo di origine, di soggiorno o di decesso (città, regione, paese): ad es. al-Miṣrī (“l’egiziano”).
  • Il soprannome  لَقَب  laqab, “nomignolo; titolo, cognome”   può essere un epiteto onorifico, legato alla religione o al potere: ad es.  صلاح الدين  Ṣalāḥ ad-Dīn (“integrità della religione”).

A questi elementi si possono aggiungere: la designazione del rito religioso, ad es.  الْمَالِكِي  al-Mālikī (“che segue la scuola giuridica malichita”); oppure l’indicazione del mestiere esercitato, ad es. الغزالي  al-Ghazzālī  (“il filatore”).

 Bayt Al Amal _Speranza

Nomi arabi maschili

إِبْرَاهِيم  ʾIbrāhīm, “Abramo”; dall’ebraico  אַבְרָהָם  Avrahám, “Padre di nazioni/dei popoli”.

إِكْرَام  ʾIkrām, “deferenza; ospitalità; testimonianza di rispetto”; dal v.  أَكْرَمَ ʾakrama, “onorare, riverire (qno.); essere gentile, generoso (con qno.)”.
اکرام   الضيف   ʾIkrām ad-Ḍaif, “
accoglienza generosa dell’ospite verso il suo invitato per onorarlo”.

عَزِيز  ʿAzīz, agg. “potente, possente; forte; onorato; caro, amato (per); prezioso, raro”; n.m. “amico”.

نُوح   Nūḥ, “Noè”; dall’ebraico  נוח ‎  Nóaḥ, “quiete, riposo, conforto”.

Nomi arabi femminili

أمل  ʾAmal, “Speranza”; dal  v. أَمَّلَ  ʾammala, “sperare”.

جاھدة  Jāhidah, “colei che si sforza, che fa forza su se stessa”; dal v. جَهَدَ  jahada, “sforzarsi, applicarsi in, dedicarsi a”, radice  ج ه د ‎  j-h-d, “sforzo; lavoro, fatica”.

نورة  Nurah  نُور  Nūr / Noor, “luce”. Equivalente di Lucia e Nora.

واجدة  Wājidah, “colei che trova ciò che desidera”; dal v. وَجَدَ  wajada, “trovare (qn./qc.); rintracciare; ritrovare; ottenere (qc.)”.

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Fonti

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Immagine:  Bambine al centro educativo Bayt Al Amal بيت الامل (la casa della speranza) di Kilis, © 2016 Amal for Education

Altri appunti:

🖋   Nome, اِسْم ism

Mondo arabo: Paesi e capitali / 2

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Il mondo arabo_Arabiyyat

I nomi dei Paesi arabi e delle loro capitali

2. Dalla Libia allo Yemen

 

  Libia   لِيبِيَا  Lībiyā Trìpoli  طَرَابُلُس  Ṭarābulus

Nome ufficiale  دولة ليبيا  Dawlat Lībiyā, “Stato della Libia” (dal 2013). Il nome proprio لِيبِيَا  Lībiyā  deriva dalla tribù berbera dei Libu: adottato dai greci – Λιβύη, Libúē – per indicare l’attuale Libia, i suoi abitanti e l’intera Africa settentrionale, nel 1934 fu introdotto per designare la Libia italiana e sostituire il termine riferito alla Libia ottomana. La capitale si chiama in arabo طَرَابُلُس  Ṭarābulus e in berbero Ṭrables.
Il nome Tripoli, dal greco antico Τρίπολις, Trípolis, “tre città”, è entrato nelle lingue europee occidentali attraverso l’italiano. È conosciuta anche come طرابلس الغرب‎  Ṭarābulus al-Ġarb, “Tripoli d’Occidente”, per distinguerla dall’omonima città libanese, chiamata in arabo طرابلس الشام  Ṭarābulus aš-Šām, “Tripoli di Siria”. Colloquialmente è chiamata عَرُوسَة اَلْبَحْر  ˁarūsat al-baḥr, lett. “sposa del mare”.

 

  Marocco  المغربal-Maġrib Ràbat  اَلرَّبَاط  ar-Rabāṭ / اَلرِّبَاط  ar-Ribāṭ

Nome ufficiale المملكة المغربية al-Mamlaka l-Maġribiyya, “il Regno del Marocco”. Il nome completo del Paese, al-Mamlaka l-Maġribiyya, si può tradurre come “il Regno dell’Occidente”: المغرب‎  al-Maġrib significa “l’Occidente, il Ponente, il luogo dove tramonta il sole”. Il nome Marocco deriva dallo spagnolo Marruecos usato per l’antica capitale Marrakesh, ar. مَرَّاكُش  marrākuš / مَرَّاكِش  marrākiš, a sua volta dal berbero Murt n Akush, “terra di Dio”.
Il toponimo che designa la capitale, اَلرَّبَاط  ar-Ribāṭ, deriva dall’arabo classico  رباط  ribāṭ: il termine indicava una struttura fortificata abitata da religiosi musulmani, che costituiva il nucleo originario della città.

 

  Mauritania   مُورِيتَانِيَا  Muritāniyā – Nouakchott  ﻧﻮﺍﻛﺸﻮﻁ ‎  Nuwākšūṭ

Nome ufficiale  الجمهورية الإسلامية الموريتانية al-Ǧumhūriyya l-Islāmiyya l-Mūrītāniyya, “Repubblica Islamica della Mauritania”. Il nome Mauritania deriva dall’antico regno berbero di Mauretania, che si estendeva dalla zona occidentale dell’attuale Algeria fino all’odierno Marocco e alla parte settentrionale della Mauritania, e dalla tribù dei Mauri che la popolavano, da cui il nome successivo di Mori in Maghreb e nella Spagna musulmana.
Il nome della capitale deriva forse dal berbero Nawākšūṭ, “luogo dei venti”.

 

  Oman  عُمَانˁUmān Mascàte  مَسْقَط  Masqaṭ

Nome ufficiale  سلطنة عمان  Salṭanat ˁUmān, “Sultanato dell’Oman”. I geografi greci e latini conoscevano la regione: Omanon (Όμανον εμπόριον) in Tolomeo e Omana in Plinio il Vecchio si riferivano probabilmente al porto di Sohar. Secondo alcune fonti il nome proprio عُمَانˁUmān deriva dall’aggettivo aamen o amoun, “sedentario”, mentre per altre rimonta al nome di una valle dello Yemen.
La capitale è una delle città più antiche del Medio Oriente: Tolomeo si riferisce al porto di Mascate come Cryptus Portus e Plinio il Vecchio chiama la città Amithoscuta. Il nome proprio مَسْقَط  Masqaṭ, secondo alcuni autori, significa “luogo in cui lasciar cadere l’àncora” (locativo  مَـ  ma-, “luogo in cui…” e verbo  أَسْقَطَ  ˀasqaṭa, “far cadere”, dalla radice  س ق ط  ‎ s-q-ṭ).

 

  Palestina  فِلَسْطِين  Filasṭīn / Falasṭīn / Filisṭīn Gerusalemme Est  اَلْقُدْس الشَرْقِيَّة  al-Quds š-šarqiyya

Nome ufficiale  دولة فلسطين‎  Dawlat Filasṭīn, “Stato di Palestina” (dal 2012). Il termine Palestina significa “terra dei Filistei” (ebraico פְלִשְׁתִּים  felištīm,  arabo  فلسنيون  filastiyyūn), antica popolazione di origine indoeuropea che si stanziò nella regione litorale della terra di Canaan, e fu coniato dai Romani – dal lat. Palaestīna ‎(“Provincia romana di Palestina”), dal gr. antico Παλαιστίνη ‎(Palaistínē, “Filistea e la regione circostante”), dall’ebr. פְּלֶשֶׁת ‎(p’léshet, “Filistea, terra dei Filistei”), dalla radice פ־ל־ש ‎(p-l-š, “migrare, invadere”) – in contrapposizione al nome Giudea o Regno d’Israele.
La capitale è Gerusalemme Est, ar.  اَلْقُدْس الشَرْقِيَّة  al-Quds š-šarqiyya: il nome arabo di Gerusalemme, القدس  al-Quds  o  القدس الشريف  al-Quds š-šarīf, letteralmente significa “la [città] santa” o “la [città] nobile”, da قُدْس ‎  quds (radice ق د س ‎  q-d-s), “[essere] santo, sacro, puro”.

 

  Qàtar  قَطَر  Qaṭar Dòḥa  اَلدَّوْحَة  ad-Dawḥa

Nome ufficiale  دولة قطر  Dawlat Qaṭar, “Stato del Qàtar”. Il nome arabo قَطَر  Qaṭar deriva dal termine latino Catara introdotto da Tolomeo per descrivere la penisola (probabilmente riferendosi alla città di Zubarah) e usato fino al XVIII secolo.
Il nome della capitale اَلدَّوْحَة  ad-Dawḥa  letteralmente significa “il grande albero” (دَوُح  dawḥa, coll. “grandi alberi con molti rami”).

 

  Siria   سُورِيَا  Sūriyā / سُورِيَّة  Sūriyya Damàsco  دِمَشْق  Dimašq

Nome ufficiale  الجمهورية العربية السورية  al-Ǧumhūriyya l-ˁArabiyya s-Sūriyya, “Repubblica Araba di Siria”. Il nome Siria deriva dal greco Συρία (Syrìa), dall’accadico Aššūrāyu (Assiria), attraverso il latino Syria.
Il nome latino Damascus deriva dal gr. antico Δαμασκός ‎(Damaskós), dall’aramaico דרמשק ‎(darmeśeq, “luogo ben irrigato”). In arabo la città è chiamata  دمشق الشام  Dimašqu š-Šām, spesso abbreviato in  دِمَشْق  Dimašq  o  اَلشَّام  aš-Šām – termine utilizzato per indicare il Levante e la Siria (la regione storica della Siria è chiamata  بلاد الشام  Bilādu aš-Šām, “paese del Levante”) – e soprannominata  مدينة الياسمين‎‎  Madīnat al-Yāsamīn, “città del gelsomino”.

 

  Somàlia   الصُومَال  aṣ-Ṣūmāl Mogadìscio  مَقَدِيشُو  Maqadīšū

Nome ufficiale  جمهورية الصومال الفدرالية  Ǧumhūriyyat aṣ-Ṣūmāl al-Fidirālīyah, “Repubblica Federale di Somalia”. Il termine Somalia (somalo Soomaaliya) deriva dal nome della popolazione indigena dei Sòmali.
Il nome arabo della capitale, مَقَدِيشُو  Maqadīšū, deriva dal persiano  مقعد شاه  Maq’ad-i-Shah, “trono dello scià” (in arabo مَقْعَد  maqˁad, “sedile, seggio”, e  شَاه  šāh, “scià”).

 

  Sudàn ‎  السُّودَان  as-Sūdān Khartùm  اَلْخَرْطُوم  al-Ḫarṭūm

Nome ufficiale  جمهورية السودان‎  Ǧumhūriyyat as-Sūdān, “Repubblica del Sudan”. Il termine Sudàn storicamente si riferisce alla fascia dell’Africa subsahariana (il Sahel, arabo سَاحِلsāḥil, “bordo del deserto”) e deriva dall’ar. medievale  بلاد السودان  bilād as-sūdān, “terra dei Neri” (سُود  sūd, pl. di  أَسْوَد  ˀaswad, “nero”, radice  س و د ‎  s-w-d).
Il nome della capitale deriva dall’ar.  خَرْطُوم ‎  ḫarṭūm, “proboscide” (forse in riferimento alla forma della stretta lingua di terra alla confluenza dei due Nili), o da  قُرْطُم ‎  qurṭum, “càrtamo“.

 

  Tunisìa  تُونِس  Tūnis Tùnisi تُونِس  Tūnis

Nome ufficiale  الجمهورية التونسية‎  al-Ǧumhūriyya t-Tūnisīya, “Repubblica di Tunisia”. Il nome arabo تُونِس  Tūnis è utilizzato per indicare sia il Paese che la capitale: si ritiene che abbia origine dalla radice berbera  ⵜⵏⵙ tns, “accampamento, luogo in cui passare la notte; stendersi per riposare”; a volte è associato al nome della dea Tanit. Il nome Tunisie fu introdotto da geografi e storici francesi agli inizi del XIX secolo e adottato con piccole modificazioni da alcune lingue europee  per designare il Paese.

 

  Yèmen  اَلْيَمَن  al-Yaman Sanaà  صَنْعَاء  Ṣanˁāˀ

Nome ufficiale  الجمهورية اليمنية  al-Ǧumhūrīyya l-Yamanīyya, “Repubblica dello Yemen”. Nella letteratura araba il termine  اَلْيَمَن  al-Yaman  comprende un territorio molto più ampio, che si estende da ˁAsīr (Arabia Saudita) fino a Ẓufār (Oman). Per alcuni deriva dalla radice protosemìtica *yamīn-, “destra, mano destra” (ar. يَمِين  yamīn, “lato destro”); secondo un’altra etimologia proviene da يُمْن ‎  yumn, “fortuna; benessere”, con riferimento alla fertilità del territorio (i Romani chiamavano lo Yemen Arabia Felix). 

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Lessico geografico e politico

إِسْلَامِيّ  ˀislāmiyy (a.),  إِسْلَامِيَّة ‎  ˀislāmiyya (f.): islamico, musulmano

سَلْطَنَة ‎  salṭana: sultanato

شَرْقِيّ  šarqiyy (a.),  شَرْقِيَّة ‎  šarqiyya (f.): orientale

شَاه  šāh (n.m.): scià

غَرْب  ġarb (n.m.): ovest, occidente

فِلَسْطِينِيّ  filasṭīniyy (a.): palestinese

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Fonti :

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Immagine: Il mondo arabo, dal sito Arabiyyat di Eros Baldissera

Altri appunti:

✏  Mondo arabo: Paesi e capitali / 1

Mondo arabo: Paesi e capitali / 1

Mondo arabo: Paesi e capitali / 1 è pubblicato con Licenza  Licenza Creative Commons

 

L’arabo (الْعَرَبيّة  al-ˁarabiyya, عَرَبيْ  ˁarabiyy) è la lingua materna di oltre 250 milioni di parlanti e la lingua semitica attualmente più diffusa.

Il mondo arabo, اَلْعَالَم اَلْعَرَبِيّ  al-ˁālam al-ˁarabiyy, comprende l’ampia zona geografica estesa su Asia e Africa (Medio Oriente, Nordafrica e parte del Deserto del Sahara e del Corno d’Africa) in cui si parla la lingua araba.
I Paesi arabi sono le nazioni la cui lingua ufficiale maggioritaria è l’arabo: ventidue Stati indipendenti che aderiscono alla Lega araba o Lega degli Stati arabi, جَامِعَة اَلدُّوَل اَلْعَرَبِيَّة   Ǧāmiˁat ad-Duwal al-ˁArabiyya, un organismo politico internazionale nato nel 1945.

Il mondo arabo_Arabiyyat

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I nomi dei Paesi arabi e delle loro capitali

1. Dall’Algeria al Libano

 

 Algerìa   الجزائر‎  al-Ǧazāˀir  – Algeri  ﺍﻟﺠﺰﺍﺋﺮ  al-Ǧazāˀir

Nome ufficiale  الجمهورية الجَزائرية الديمقراطية الشعبية  al-Ǧumhūriyya l-Ǧazāˀiriyya d-Dīmūqrāṭiyya š-Šaˁbiyya, “Repubblica Democratica Popolare di Algeria”.
Il nome proprio ﺍﻟﺠﺰﺍﺋﺮ  al-Ǧazāˀir significa “le isole” (plurale fratto di  جَزِيرَة  ǧazīra).

 

   Bahrèin  ﺍﻟﺒﺤﺮﻳﻦ‎  al-Baḥrayn  Manama  اَلْمَنَامَة  al-Manāma

Nome ufficiale مملكة البحرين  Mamlakat al-Baḥrayn, “Regno del Bahrèin”. Il nome proprio ﺍﻟﺒﺤﺮﻳﻦal-Baḥrayn significa “i due mari” (duale di بَحْر  baḥr).
Il nome proprio  اَلْمَنَامَة  al-Manāma significa “il luogo del sonno/del riposo; il luogo dei sogni” (composto dal prefisso locativo  مَـ  ma-, “luogo in cui…” e dal verbo نَامَ  ‎nāma, “dormire”, dalla radice  ن و م ‎  n-w-m, “sonno”). 

 

   Arabia Saudita   العربية  السعودية‎  al-ˁArabiyya s-Saˁūdiyya Riyàd/Riad  اَلرِّيَاض  ar-Riyāḍ

Nome ufficiale  ﺍﻟﻤﻤﻠﻜﺔ ﺍﻟﻌﺮﺑﻴﺔ ﺍﻟﺴﻌﻮﺩﻳﺔ‎  al-Mamlaka l-ˁArabiyya s-Saˁūdiyya, “il Regno dell’Arabia Saudita”.
Il nome proprio اَلرِّيَاض  ar-Riyāḍ  significa “i giardini” (plurale di  روﺿﺔ  rawḍa).

 

   Comore  ﺟﺰﺭ ﺍﻟﻘﻤﺮ  Ğuzur al-Qamar Moroni  موروني  Mūrūnī

Nome ufficiale  الاتحاد ﺍﻟﻘﻤﺮي  al-Ittiḥād al-Qamarī, “Unione delle Comore”.
Il nome proprio ﺟﺰﺭ ﺍﻟﻘﻤﺮ  Ğuzur al-Qamar significa “isole della luna” (da جُزُر  ǧuzur e قَمَر  qamar), ma anche “isole del Madagascar”: nel Medioevo i cartografi arabi chiamavano il Madagascar Gezirat Al-Komor, “isole della luna”.

 

   Egitto  ﻣﺼﺮ‎  Miṣr Il Cairo  اَلْقَاهِرَة  al-Qāhira

Nome ufficiale جمهورية مصر العربية  Ǧumhūriyyat Miṣr al-ˁArabīyya, “Repubblica Araba d’Egitto”.
Il nome arabo moderno dell’Egitto, Miṣr, deriva dalla radice semitica m-ṣ-r, in origine “metropoli; civilità” e anche “paese; terra di frontiera”.
Il nome proprio  اَلْقَاهِرَة  al-Qāhira  significa “la forte, la vittoriosa, la conquistatrice” ed è il nome ufficiale della città, che però viene chiamata semplicemente Miṣr, pronunciato Maṣr in arabo egiziano.

 

   Emirati Arabi Uniti  ﺍﻹﻣﺎﺭﺍﺕ ﺍﻟﻌﺮﺑﻴﺔ ﺍﻟﻤﺘﺤﺪﺓ  al-ˀImārāt l-ˁArabiyya l-Muttaḥida Abu Dhabi  أَبُو ظَبِي  ˀAbū Ẓabī

Nome ufficiale  دولة الإمارات العربية المتحدة  Dawlat al-ˀImārāt l-ˁArabiyya l-Muttaḥida, “Stato degli Emirati Arabi Uniti”.
Il nome della capitale, أَبُو ظَبِي  ˀAbū Ẓabī, significa “padre della gazzella” (da أَبُو  ˀabū, “padre di”, in stato costrutto, e  ظَبْي  ‎ẓaby, “gazzella”).

 

  Gibùti  جيبوتي‎  Ğībūtī Gibùti جيبوتي‎  Ğībūtī

Nome ufficiale جمهورية جيبوتي  Ǧumhuriyyat Ğībūtī, “Repubblica di Gibuti”.

 

  Giordània  الأُرْدُنّ‎  al-ˀUrdunn Amman  عَمَّان‎  ˁAmmān

Nome ufficiale المملكة الأردنية الهاشمية‎  al-Mamlaka l-ˀUrdunniyya l-Hāšimiyya, “Regno Hashemita di Giordania”.
Il termine  هَاشِمِيّhāšimiyy (n./a.), “hashemìta” (o hashimìta), deriva dal nome proprio  هَاشِم Hāšim, lett. “[colui che] rompe il pane”, dal verbo هَشَمَhašama, “rompere, frantumare”.
Il nome proprio del regno di Giordania deriva da quello del fiume Giordano, dalla radice ebraica י־ר־ד ‎  y-r-d, “scendere” (verso il Mar Morto) o da quella araba و ر د  w-r-d, “venire, arrivare” (a una fonte d’acqua più grande).

 

  Iraq  العراق‎  al-ˁIrāq Baghdad/Bagdad  بَغْدَاد  Baġdād

Nome ufficiale جمهورية العراق‎  Ǧumhūriyyat al-ˁIrāq, in curdo كۆماری عێراق  Komarî Êraq, “Repubblica d’Iraq”.
Il nome proprio العراق‎  al-ˁIrāq ha diverse possibili etimologie: forse risale all’antica città sumerica di Uruk (oggi Warka); secondo alcune fonti arabe deriva dall’aggettivo عَرِيق ˁarīq, “profondamente radicato” (dalla radice ع ر ق ‎  ˁ-r-q, relativa alle “radici”) e secondo altre dal medio-persiano erāq, “bassopiano”.
Il nome della capitale, بَغْدَاد  Baġdād, deriva dal medio-persiano bagdād, “donato da Dio, dono di Dio”.

 

  Kuwait   اَلْكُوَيْت  al-Kuwayt Città del Kuwait  مدينة الكويت‎  Madīnat al-Kuwait

Nome ufficiale دولة الكويت  Dawlat al-Kuwayt, “Stato del Kuwait”.
Il nome proprio اَلْكُوَيْت  al-Kuwayt  in arabo classico significa “fortezza costruita vicino all’acqua/al mare”, forma diminutiva di  كوت  kūt, “fortezza” (dalla radice  ك و ت ‎  k-w-t).
La capitale è chiamata مدينة الكويت‎  Madīnat al-Kuwait  o semplicemente الكويت al-Kuwait.

 

  Libano  لُبْنَان  Lubnān Beirut  بَيْرُوت  Bayrūt

Nome ufficiale  اَلْجُمْهُورِيَّة اَللُّبْنَانِيَّة  al-Ǧumhūriyya l-Lubnāniyya, “Repubblica del Libano”.
Il nome proprio  لُبْنَان  Lubnān deriverebbe dalla radice semitica  ﻟ ﺒ ﻦ  l-b-n, che veicola il concetto di “bianco” e “latte” (ebraico לָבָן laván, “bianco”, e arabo لَبَن  laban, “latte”), probabilmente in riferimento alla cima innevata del Monte Libano.
Il nome della capitale risale forse al fenicio Bêrūt (pl.), “pozzi; sorgenti d’acqua” (arabo بِئْر  biˀr, “pozzo, fonte”, ebraico בְּאֵר  b’er, “pozzo”).

 

[Continua…]

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Lessico geografico e politico

اِتِّحَاد   ittiḥād (n.m.), اِتِّحَادَات ‎   ittiḥādāt (pl.): unione [nome verbale del verbo اِتَّحَدَ  ittaḥada, “essere uno, unito; unirsi (con)”]

أُرْدُنِّيّ  ˀurdunniyy (a.), أُرْدُنِّيَّة  ‎ ˀurdunniyya (f.): giordano

إِمَارَة   ˀimāra (n.f.),  إِمَارَاتˀimārāt (pl.): emirato, principato

بَحْر   baḥr (n.m.), بِحَار ‎  biḥār (pl.), بَحْرَيْن  baḥrayn (duale): mare

بَلَد   balad (n.m./f.),بِلَاد ‎  bilād / بُلْدَان  buldān (pl.): paese; regione, territorio

دَوْلَة  dawla (n.f.), دُوَل ‎  duwal (pl.), دَوْلَة  dawlat (stato costrutto): Stato, paese [dalla radice  د و ل ‎  d-w-l, “alternanza, stato”]

جَزِيرَة  ǧazīra (n.f.), جُزُر  ǧuzur (pl.), اَلْجَزَائِر  al-ǧazāˀir (plurale fratto): isola

جَامِعَة  ǧāmiˁa (n.f.),  جَامِعَات ‎  ǧāmiˁāt (pl.), جَامِعَة  ǧāmiˁat (stato costrutto): società, lega, federazione, unione, comunità [dalla radice  ج م ع ‎  ǧ-m-ˁ, “riunione, raccolta”]

جُمْهُورِيَّة  ǧumhūriyya (n.f.), جُمْهُورِيَّة  ǧumhūriyyat (stato costrutto): repubblica [derivato da جُمْهُور  ǧumhūr, “moltitudine, massa, folla; popolo; pubblico”]

سَعُودِيّ  saˁūdiyy (a.),  سَعُودِيَّة  saˁūdiyya (f.): saudita [derivato da السَعُود  as-saˁūd, la Casa di Saud“]

شَعْبِيّ  šaˁbiyy (a.), شَعْبِيَّة   ‎šaˁbiyya (f.): popolare; nazionale [derivato da شَعْب  šaˁb, “popolo; nazione; etnia”]

قَمَر   qamar (n.f.), أَقْمَارˀaqmār (pl.): luna; satellite

مُتَّحِد  muttaḥid (a.), مُتَّحِدَة   ‎muttaḥida (f.): unito [derivato dal participio attivo del verbo اِتَّحَدَ  ittaḥada, “essere uno, unito; unirsi (con)”]

مَدِينَة   ‎madīna (n.f.), مُدُن ‎  mudun / مَدَائِن ‎  madāˀin / مُدْن  ‎ mudn (pl.): città

مَمْلَكَة   mamlaka (n.f.): regno; impero; sovranità

عَرَبِيّ ˁarabiyy (a.), عَرَبِيَّة  ˁarabiyya (f.): arabo [derivato dal nome عَرَب ˁarab, “Arabi; beduini”, dalla radice  ع ر ب  ‎ ˁ-r-b]

عَاصِمَة  ˁāṣima (n.f.), عَوَاصِم ˁawāṣim (pl.): capitale; metropoli

عَلَم  ˁalam (n.m.),  أَعْلَام ‎  ˀa‎ˁlām (pl.): bandiera, vessillo; simbolo, emblema [dalla radice  ع ل م ‎  ˁ-l-m, “sapere, conoscenza”]

عَالَم  ˁālam  (n.m.),عَالَمُون ‎  ˁālamūn / عَوَالِم  ˁawālim: mondo; universo, cosmo [dalla radice  ع ل م ‎  ˁ-l-m, “sapere, conoscenza”]

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Fonti:

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Immagine: Il mondo arabo, dal sito Arabiyyat di Eros Baldissera

 

Segni di punteggiatura, ﻋﻼﻣﺎﺕ ﺍﻟﺘﺮﻗﻴﻢ ˁalāmat at-tarqīm

L’uso dei segni di punteggiatura,  ﻋﻼﻣﺎﺕ ﺍﻟﺘﺮﻗﻴﻢ  ˁalāmat at-tarqīm, è estraneo alla tradizione araba ed è stato integrato nei testi scritti tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo, all’epoca della  نهضة‎  Nahḍa (“rinascita”), per influenza delle lingue europee (in particolare del francese).

Anche i segni di punteggiatura si riproducono da destra a sinistra, in linea con la scrittura araba, e i simboli grafici per  virgola, punto e virgola, punto interrogativo e punto esclamativo  si scrivono invertiti.

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Grafia e uso dei principali segni di punteggiatura

،

virgola   fāṣila    فَاصِلَة

✏  Dopo il vocativo e per separare frasi e proposizioni.

punto   nuqṭa   نُقْطَة

✏   Per concludere una frase o un paragrafo.

؛

punto e virgola   fāṣila manqūṭa  فَاصِلة مَنْقُوطَة

✏   Per separare due frasi collegate fra loro.

:

due punti   nuqṭatān  نُقْطَتَانِ

✏   Per introdurre il discorso diretto.

؟

punto interrogativo  ˁalāmat al-istifhām   عَلَامَة الاِسْتِفْهَام

✏   Dopo una domanda.

!

punto esclamativo  ˁalāmat al-taˁağğub    عَلَامَة التَّعَجُّب

  ˁalāmat al-istiġrāb   عَلَامَة  الاِسْتِغْرَاب

✏   Dopo un’esclamazione.

puntini di sospensione   ˁalāma al-ḥaḏf   عَلَامَات الحَذْف

✏   Per segnalare l’omissione di una parola o di una frase in un testo.

  “ ”

virgolette alte   ˁalāma al-iqtibās   عَلَامَتَا الاِقْتِبَاس

✏   Per segnalare una citazione all’interno di un testo.

( )

parentesi tonde   qawsān   قَوْسَانِ

[ ]

parentesi quadre    qawsān ḥāṣiratān     قَوْسانِ مَعْقوفَتَان

✏   Per delimitare una parte del discorso.

 

I nomi dei segni di punteggiatura

Il termine تَرْقِيم  tarqīm significa “punteggiatura (di un testo)”  e  عَلَامَة ˁalāma “segno, indicazione (di qualcosa)”.

Il punto interrogativo prende il nome di   عَلَامَة الاِسْتِفْهَام  ˁalāmat al-istifhām, “segno della interrogazione” o “segno della richiesta di informazione” (اِسْتِفْهَام  istifhām, “domanda; interrogazione, quesito” è il nome verbale di  اِسْتَفْهَمَ  istafhama, “interrogare”) e il punto esclamativo si chiama  عَلَامَة التَّعَجُّب  ˁalāmat al-taˁağğub, “segno della meraviglia” o  عَلَامَة  الاِسْتِغْرَاب  ˁalāmat al-istiġrāb, “segno dello stupore” (istiḡrāb è il nome verbale di اِسْتَغْرَبَ  istaḡraba, “meravigliarsi di; trovare strano”).

Per indicare i due punti si usa نُقْطَتَانِ  nuqṭatān, la forma duale di  نُقْطَة  nuqṭa (n.m.), il punto.

La parola per punto e virgola è  فَاصِلة مَنْقُوطَة  fāṣila manqūṭa, letteralmente “virgola punteggiata”. La virgola si chiama فَاصِلَة  fāṣila (n.f.), “separazione, intervallo”.

I puntini di sospensione,  عَلَامَات الحَذْف ˁalāma al-ḥaḏf, segnalano un  حَذْف  ḥaḏf (n.m.), “omissione, elisione” e le virgolette, عَلَامَتَا الاِقْتِبَاس ˁalāma al-iqtibās, un اِقْتِبَاس  iqtibās (n.m.), “citazione”.

 

📖  The Evolution of Arabic Writing Due to European Influence: The case of punctuation (pdf), Journal of Arabic and Islamic Studies, 15 (2015): 117-136, © Dana Awad, Lebanese University, Beirut, Lebanon

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Fonti

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Immagine: ؟ arabic question mark @ Graphemica

Altri appunti:

✏  Alfabeto, أبجدية ˀabǧadiyyah

“Maestro”, يا مُعَلِّم yā muˁallim

Dedicato ai miei maestri di traduzione e scrittura, ai miei professori di filologia e glottologia e a tutti gli artigiani della parola.

 

Maestro, insegnante, professore, artigiano, ‘mastro’…

In arabo tre parole esprimono il concetto di maestro. Hanno origine diversa e si applicano ad ambiti diversi dell’insegnamento. In tutti e tre i casi, però, sono legate a figure che conoscono e dominano una disciplina, un mestiere, un’arte al punto da poterla trasmettere: “esperti della materia” che diventano guide per altri .

 

مُعَلِّم

muˁallim (n.m.), femm. مُعَلِّمة  muˁallima: maestro; insegnante; padrone di bottega

 

Il termine muˁallim deriva dalla radice ع ل م ‎  ˁ-l-m, che contiene l’idea generale di conoscenza e sapere.
Letteralmente significa maestro e può essere usato anche per rivolgersi a un docente, ad esempio un insegnante di scuola primaria, ma è molto comune per interpellare un artigiano – come in italiano la parola mastro.
Con l’espressione  !يا مُعَلَّم,  muˁallim!
ci si rivolge a un cameriere.

📌  Altre parole per cameriere:

  • il termine standard  نَادِل  nādil (n.m.), usato in letteratura;
  • il francesismo  جَرْسُون ‎  garsōn (n.m.), colloquiale e regionale.

 

مُدَرِّس

mudarris (n.m), femm.  مُدَرِّسَة  mudarrisa: docente; insegnante; maestro; professore

 

La parola mudarris è usata per riferirsi a un insegnante e deriva dalla radice د ر س ‎  d-r-s, che veicola il campo semantico dello studio.

📌  Un sostantivo a prefisso مُـmu- [la lettera م mīm a inizio parola vocalizzata in ـُ  ḍamma (u breve)] è il participio attivo di un verbo e indica colui che compie l’azione, quindi spesso un nome di mestiere:

مُتَرْجِم  mutarǧim, “traduttore, interprete” [lett. “colui che traduce, interpreta”]
⇒   participio attivo del verbo tarǧama, “tradurre, interpretare”

 

أُسْتَاذ 

ˀustāḏ, (n.m.), femm. أُسْتَاذَة  ˀustāḏa: professore, maestro, insegnante; mastro

 

Derivato dal persiano استاد  ostâd (“maestro; mastro”), il termine ˀustāḏ  si usa per rivolgersi a un professore, con l’espressione !يَا أُسْتَاذ, ˀustāḏ!

ustad_Hans Wehr

Ustād (anche Usthad, Ustāth) è un titolo onorifico usato in Medio Oriente, Asia meridionale e Sudest asiatico e in molte lingue del mondo islamico (arabo, persiano, urdu, punjabi, pashto, turco, curdo).

Il titolo, preposto al nome proprio, era utilizzato storicamente per rivolgersi a insegnanti e artisti stimati, in particolare musicisti, con il significato di maestro.

In persiano e nei Paesi di lingua araba si usa come titolo accademico per un professore universitario.

 

La particella vocativa يَا 

La particella vocativa يَا  (categoria grammaticale حَرْف  ḥarf) si usa in interiezioni ed espressioni per interpellare o rivolgersi a qualcuno. È preposta al nome di persona, al nome comune o al pronome e si traduce con “O/Ehi… “, anche se spesso in italiano il vocativo non è marcato.
Il nominale che segue viene considerato determinato.

!يَا يُوسُف   Yūsuf!, “Giuseppe!”

!يَا قَلْبي     yā qalb-ī!, “cuore mio!”

!يَا هٰذَا    yā hāḏā!, “ehi tu!” (lett. ‘ehi questo!’, masch.)

📌  L’espressione !يَا حَبِيبِي‎   yā ḥabīb-ī!, “amico mio!” traduce anche “caro, amore”, “caro mio, amico, ehi tu” e, in tono ironico e sarcastico, “vecchio mio”.

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Fonti

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Immagine tratta da: Arabic-English Dictionary. The Hans Wehr Dictionary Of Modern Written Arabic (pdf, p.15), Edited by J.M. Cowan, © Spoken Languages Services, 1976, Internet Archive Community Texts

Altri appunti:

✏   “Famiglie di parole”: radice, أَصْل, e schema, وَزْن

✏   Nome, اِسْم ism

✏   “Movimento”, حركات‎ ḥarakāt