L’Islam attraverso il diritto

Per provare a comprendere che cosa sta accadendo ora in Medio Oriente e nei paesi a cultura islamica, per cogliere le origini di un conflitto interno allo stesso mondo islamico e la tragedia che si sta consumando in alcuni paesi, non basta ricorrere al Corano: occorre ripercorrere, per quanto è possibile, la storia di quei paesi, e soprattutto comprendere in che modo il diritto religioso e statale hanno interagito nel corso dei secoli. Che cos’è la sharìa? Quanta sharìa rimane oggi nelle moderne codificazioni dei paesi islamici? È possibile “misurarla”?

Tabula Rogeriana, 1154

In quattro puntate il programma di cultura religiosa Uomini e Profeti di Radio 3 ha ripercorso la storia del diritto islamico dalle origini ai giorni nostri, attraverso le Lezioni di due studiose di diritto islamico, Valentina Donini e Deborah Scolart, e con letture di Giuseppe Cederna tratte dai classici del diritto islamico.
Tutte le Lezioni sono arricchite da una bibliografia.

I. Nascita del diritto islamico, 622-1258 (6 novembre 2016). La rivelazione coranica e le fonti del diritto. Dalla dottrina si ricavano le regole che guidano la condotta quotidiana del credente. Nasce e si sviluppa una nuova cultura religiosa e giuridica.

II. Espansione dell’Islam, 1258-1774 (13 novembre 2016). L’espansione dell’Islam, soprattutto in relazione all’Impero turco ottomano, e la riscossa dello stato legislatore. Lo sciismo “giafarita” diventa religione di stato. Nasce una prospettiva di pluralismo giuridico.

III. La crisi politica, XIX secolo (20 novembre 2016). La dialettica siyasa (politica) / sharìa (legge religiosa) si inserisce in un contesto di arretratezza industriale, economica e culturale che spalanca le porte al colonialismo. Mentre l’Impero ottomano tenta delle riforme (tanzimat) per scongiurare la dissoluzione dello Stato, altrove il diritto musulmano si misura con i modelli giuridici francese (Nord Africa), inglese (Subcontinente indiano), olandese (Indonesia). Gli intellettuali musulmani iniziano a riflettere su quale debba e possa essere il ruolo della donna nelle società in divenire.

IV. Il XX secolo (27 novembre 2016). Gli stati islamici divenuti indipendenti si dotano di codici nei quali confluiscono la sharìa, per lo statuto personale, e istituti di derivazione europea, per il diritto civile e commerciale. Le costituzioni definiscono il ruolo dell’Islam e della sharìa con molteplici sfumature e, verso la fine del secolo, la re-islamizzazione degli ordinamenti assume una forte dimensione identitaria da un lato e legittimatrice del potere dall’altro.

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Lessico politico

شريعة  šarʿīya (n.f.): strada battuta;  sharìa, la legge islamica [radice  ش ر ع ‎  š-r-ʿ, “legge; legislazione”]

سِيَاسَة  siyāsa (n.f.): politica, diplomazia

تَنْظِيم   tanẓīm (n.m.): ordinamento; regolazione, regolamentazione; normativa, legge, statuto, regime [radice  ن ظ م ‎  n-ẓ-m, “organizzazione; sistemazione”]

تنظيمات   tanẓīmāt: regolamenti, riorganizzazione, in turco ottomano

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Immagine: Tabula Rogeriana, 1554, al-IdrīsīWikimedia Commons, Pubblico dominio

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Altri appunti:

🖋  Glossario di arabismi in italiano / 2    Licenza Creative Commons

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Venti parole per parlare di Islam

Negli ultimi decenni la parola Islam è entrata di prepotenza nei media. […] Di cosa stiamo parlando quando usiamo la parola Islam? Di una religione o di un mondo probabilmente ‘altro’ rispetto al nostro? […] Parlare di Islam oggi significa, per molti versi, constatare la misura di una distanza, quella fra ‘noi’ e ‘loro’ che si fa di giorno in giorno più corta e, anzi, spesso si annulla. […] La parola Islam diviene un contenitore in cui raccogliere nozioni su religione, politica, società e cultura ‘altre’.

Islam 20 parole_Cover

In Islam in 20 parole (Laterza, 2016) Lorenzo Declich – esperto di mondo islamico contemporaneo, traduttore dall’arabo e ideatore della rassegna Islametro – indaga sui significati e sugli usi di venti parole e traccia un vademecum che accompagna il lettore in un percorso di rimandi incrociati, per “riaprire le porte della curiosità” e cercare di ridurre la distanza, la “zona grigia” fra realtà e stereotipi sull’Islam.

La religione islamica e le sue espressioni confessionali

Le voci  Corano الْقُرْآن  al-qurˀānMuhammad مُحَمَّد  muḥammadAllah اَلله ‎ Allāhfitna فِتْنَة  fitna (divisione, sedizione, scisma) e  umma أُمَّة  ˀumma (nazione, comunità, “comunità dei credenti”) introducono le nozioni fondamentali sulla religione islamica e i temi dell’unitarietà e delle diverse espressioni confessionali dell’Islam.

Il rapporto fra religione e politica e il quadro storico

Le voci  din دِين  dīn (religione, culto),  dawla  دَوْلَة  dawla (Stato),  jihad جِهَاد  jihād (sforzo; combattimento),  Arabi عَرَب ˁarab (Arabi; beduini),  imam إِمَام  ˀimām (capo religioso)  e  iman إِيمَان  ˀīmān (credo, fede religiosa) stimolano la riflessione sul rapporto fra religione e politica e sull’importanza della spiritualità e del culto nell’Islam, collocando le nozioni nel loro quadro storico.

La geografia del mondo arabo, l’Islam nel XXI secolo e l’Islam “percepito”

Le altre voci aiutano a circoscrivere la geografia del mondo arabo e il variegato quadro etnico-linguistico del mondo islamico – Medio OrientePopoli -, affrontano il tema della relazione dell’Islam con il mondo moderno e la globalizzazioneModernità, Politica, Economia – ed entrano nella “zona grigia” fra Islam reale e Islam “percepito” – Orientalismo, Islamofobia, Terrorismo, Donne.

 

📖 In BibliotecaIslam in 20 parole di Lorenzo Declich, © Laterza 2016

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Mondo arabo: Paesi e capitali / 2

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Il mondo arabo_Arabiyyat

I nomi dei Paesi arabi e delle loro capitali

2. Dalla Libia allo Yemen

 

  Libia   لِيبِيَا  Lībiyā Trìpoli  طَرَابُلُس  Ṭarābulus

Nome ufficiale  دولة ليبيا  Dawlat Lībiyā, “Stato della Libia” (dal 2013). Il nome proprio لِيبِيَا  Lībiyā  deriva dalla tribù berbera dei Libu: adottato dai greci – Λιβύη, Libúē – per indicare l’attuale Libia, i suoi abitanti e l’intera Africa settentrionale, nel 1934 fu introdotto per designare la Libia italiana e sostituire il termine riferito alla Libia ottomana. La capitale si chiama in arabo طَرَابُلُس  Ṭarābulus e in berbero Ṭrables.
Il nome Tripoli, dal greco antico Τρίπολις, Trípolis, “tre città”, è entrato nelle lingue europee occidentali attraverso l’italiano. È conosciuta anche come طرابلس الغرب‎  Ṭarābulus al-Ġarb, “Tripoli d’Occidente”, per distinguerla dall’omonima città libanese, chiamata in arabo طرابلس الشام  Ṭarābulus aš-Šām, “Tripoli di Siria”. Colloquialmente è chiamata عَرُوسَة اَلْبَحْر  ˁarūsat al-baḥr, lett. “sposa del mare”.

 

  Marocco  المغربal-Maġrib Ràbat  اَلرَّبَاط  ar-Rabāṭ / اَلرِّبَاط  ar-Ribāṭ

Nome ufficiale المملكة المغربية al-Mamlaka l-Maġribiyya, “il Regno del Marocco”. Il nome completo del Paese, al-Mamlaka l-Maġribiyya, si può tradurre come “il Regno dell’Occidente”: المغرب‎  al-Maġrib significa “l’Occidente, il Ponente, il luogo dove tramonta il sole”. Il nome Marocco deriva dallo spagnolo Marruecos usato per l’antica capitale Marrakesh, ar. مَرَّاكُش  marrākuš / مَرَّاكِش  marrākiš, a sua volta dal berbero Murt n Akush, “terra di Dio”.
Il toponimo che designa la capitale, اَلرَّبَاط  ar-Ribāṭ, deriva dall’arabo classico  رباط  ribāṭ: il termine indicava una struttura fortificata abitata da religiosi musulmani, che costituiva il nucleo originario della città.

 

  Mauritania   مُورِيتَانِيَا  Muritāniyā – Nouakchott  ﻧﻮﺍﻛﺸﻮﻁ ‎  Nuwākšūṭ

Nome ufficiale  الجمهورية الإسلامية الموريتانية al-Ǧumhūriyya l-Islāmiyya l-Mūrītāniyya, “Repubblica Islamica della Mauritania”. Il nome Mauritania deriva dall’antico regno berbero di Mauretania, che si estendeva dalla zona occidentale dell’attuale Algeria fino all’odierno Marocco e alla parte settentrionale della Mauritania, e dalla tribù dei Mauri che la popolavano, da cui il nome successivo di Mori in Maghreb e nella Spagna musulmana.
Il nome della capitale deriva forse dal berbero Nawākšūṭ, “luogo dei venti”.

 

  Oman  عُمَانˁUmān Mascàte  مَسْقَط  Masqaṭ

Nome ufficiale  سلطنة عمان  Salṭanat ˁUmān, “Sultanato dell’Oman”. I geografi greci e latini conoscevano la regione: Omanon (Όμανον εμπόριον) in Tolomeo e Omana in Plinio il Vecchio si riferivano probabilmente al porto di Sohar. Secondo alcune fonti il nome proprio عُمَانˁUmān deriva dall’aggettivo aamen o amoun, “sedentario”, mentre per altre rimonta al nome di una valle dello Yemen.
La capitale è una delle città più antiche del Medio Oriente: Tolomeo si riferisce al porto di Mascate come Cryptus Portus e Plinio il Vecchio chiama la città Amithoscuta. Il nome proprio مَسْقَط  Masqaṭ, secondo alcuni autori, significa “luogo in cui lasciar cadere l’àncora” (locativo  مَـ  ma-, “luogo in cui…” e verbo  أَسْقَطَ  ˀasqaṭa, “far cadere”, dalla radice  س ق ط  ‎ s-q-ṭ).

 

  Palestina  فِلَسْطِين  Filasṭīn / Falasṭīn / Filisṭīn Gerusalemme Est  اَلْقُدْس الشَرْقِيَّة  al-Quds š-šarqiyya

Nome ufficiale  دولة فلسطين‎  Dawlat Filasṭīn, “Stato di Palestina” (dal 2012). Il termine Palestina significa “terra dei Filistei” (ebraico פְלִשְׁתִּים  felištīm,  arabo  فلسنيون  filastiyyūn), antica popolazione di origine indoeuropea che si stanziò nella regione litorale della terra di Canaan, e fu coniato dai Romani – dal lat. Palaestīna ‎(“Provincia romana di Palestina”), dal gr. antico Παλαιστίνη ‎(Palaistínē, “Filistea e la regione circostante”), dall’ebr. פְּלֶשֶׁת ‎(p’léshet, “Filistea, terra dei Filistei”), dalla radice פ־ל־ש ‎(p-l-š, “migrare, invadere”) – in contrapposizione al nome Giudea o Regno d’Israele.
La capitale è Gerusalemme Est, ar.  اَلْقُدْس الشَرْقِيَّة  al-Quds š-šarqiyya: il nome arabo di Gerusalemme, القدس  al-Quds  o  القدس الشريف  al-Quds š-šarīf, letteralmente significa “la [città] santa” o “la [città] nobile”, da قُدْس ‎  quds (radice ق د س ‎  q-d-s), “[essere] santo, sacro, puro”.

 

  Qàtar  قَطَر  Qaṭar Dòḥa  اَلدَّوْحَة  ad-Dawḥa

Nome ufficiale  دولة قطر  Dawlat Qaṭar, “Stato del Qàtar”. Il nome arabo قَطَر  Qaṭar deriva dal termine latino Catara introdotto da Tolomeo per descrivere la penisola (probabilmente riferendosi alla città di Zubarah) e usato fino al XVIII secolo.
Il nome della capitale اَلدَّوْحَة  ad-Dawḥa  letteralmente significa “il grande albero” (دَوُح  dawḥa, coll. “grandi alberi con molti rami”).

 

  Siria   سُورِيَا  Sūriyā / سُورِيَّة  Sūriyya Damàsco  دِمَشْق  Dimašq

Nome ufficiale  الجمهورية العربية السورية  al-Ǧumhūriyya l-ˁArabiyya s-Sūriyya, “Repubblica Araba di Siria”. Il nome Siria deriva dal greco Συρία (Syrìa), dall’accadico Aššūrāyu (Assiria), attraverso il latino Syria.
Il nome latino Damascus deriva dal gr. antico Δαμασκός ‎(Damaskós), dall’aramaico דרמשק ‎(darmeśeq, “luogo ben irrigato”). In arabo la città è chiamata  دمشق الشام  Dimašqu š-Šām, spesso abbreviato in  دِمَشْق  Dimašq  o  اَلشَّام  aš-Šām – termine utilizzato per indicare il Levante e la Siria (la regione storica della Siria è chiamata  بلاد الشام  Bilādu aš-Šām, “paese del Levante”) – e soprannominata  مدينة الياسمين‎‎  Madīnat al-Yāsamīn, “città del gelsomino”.

 

  Somàlia   الصُومَال  aṣ-Ṣūmāl Mogadìscio  مَقَدِيشُو  Maqadīšū

Nome ufficiale  جمهورية الصومال الفدرالية  Ǧumhūriyyat aṣ-Ṣūmāl al-Fidirālīyah, “Repubblica Federale di Somalia”. Il termine Somalia (somalo Soomaaliya) deriva dal nome della popolazione indigena dei Sòmali.
Il nome arabo della capitale, مَقَدِيشُو  Maqadīšū, deriva dal persiano  مقعد شاه  Maq’ad-i-Shah, “trono dello scià” (in arabo مَقْعَد  maqˁad, “sedile, seggio”, e  شَاه  šāh, “scià”).

 

  Sudàn ‎  السُّودَان  as-Sūdān Khartùm  اَلْخَرْطُوم  al-Ḫarṭūm

Nome ufficiale  جمهورية السودان‎  Ǧumhūriyyat as-Sūdān, “Repubblica del Sudan”. Il termine Sudàn storicamente si riferisce alla fascia dell’Africa subsahariana (il Sahel, arabo سَاحِلsāḥil, “bordo del deserto”) e deriva dall’ar. medievale  بلاد السودان  bilād as-sūdān, “terra dei Neri” (سُود  sūd, pl. di  أَسْوَد  ˀaswad, “nero”, radice  س و د ‎  s-w-d).
Il nome della capitale deriva dall’ar.  خَرْطُوم ‎  ḫarṭūm, “proboscide” (forse in riferimento alla forma della stretta lingua di terra alla confluenza dei due Nili), o da  قُرْطُم ‎  qurṭum, “càrtamo“.

 

  Tunisìa  تُونِس  Tūnis Tùnisi تُونِس  Tūnis

Nome ufficiale  الجمهورية التونسية‎  al-Ǧumhūriyya t-Tūnisīya, “Repubblica di Tunisia”. Il nome arabo تُونِس  Tūnis è utilizzato per indicare sia il Paese che la capitale: si ritiene che abbia origine dalla radice berbera  ⵜⵏⵙ tns, “accampamento, luogo in cui passare la notte; stendersi per riposare”; a volte è associato al nome della dea Tanit. Il nome Tunisie fu introdotto da geografi e storici francesi agli inizi del XIX secolo e adottato con piccole modificazioni da alcune lingue europee  per designare il Paese.

 

  Yèmen  اَلْيَمَن  al-Yaman Sanaà  صَنْعَاء  Ṣanˁāˀ

Nome ufficiale  الجمهورية اليمنية  al-Ǧumhūrīyya l-Yamanīyya, “Repubblica dello Yemen”. Nella letteratura araba il termine  اَلْيَمَن  al-Yaman  comprende un territorio molto più ampio, che si estende da ˁAsīr (Arabia Saudita) fino a Ẓufār (Oman). Per alcuni deriva dalla radice protosemìtica *yamīn-, “destra, mano destra” (ar. يَمِين  yamīn, “lato destro”); secondo un’altra etimologia proviene da يُمْن ‎  yumn, “fortuna; benessere”, con riferimento alla fertilità del territorio (i Romani chiamavano lo Yemen Arabia Felix). 

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Lessico geografico e politico

إِسْلَامِيّ  ˀislāmiyy (a.),  إِسْلَامِيَّة ‎  ˀislāmiyya (f.): islamico, musulmano

سَلْطَنَة ‎  salṭana: sultanato

شَرْقِيّ  šarqiyy (a.),  شَرْقِيَّة ‎  šarqiyya (f.): orientale

شَاه  šāh (n.m.): scià

غَرْب  ġarb (n.m.): ovest, occidente

فِلَسْطِينِيّ  filasṭīniyy (a.): palestinese

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Fonti :

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Immagine: Il mondo arabo, dal sito Arabiyyat di Eros Baldissera

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Mondo arabo: Paesi e capitali / 1

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L’arabo (الْعَرَبيّة  al-ˁarabiyya, عَرَبيْ  ˁarabiyy) è la lingua materna di oltre 250 milioni di parlanti e la lingua semitica attualmente più diffusa.

Il mondo arabo, اَلْعَالَم اَلْعَرَبِيّ  al-ˁālam al-ˁarabiyy, comprende l’ampia zona geografica estesa su Asia e Africa (Medio Oriente, Nordafrica e parte del Deserto del Sahara e del Corno d’Africa) in cui si parla la lingua araba.
I Paesi arabi sono le nazioni la cui lingua ufficiale maggioritaria è l’arabo: ventidue Stati indipendenti che aderiscono alla Lega araba o Lega degli Stati arabi, جَامِعَة اَلدُّوَل اَلْعَرَبِيَّة   Ǧāmiˁat ad-Duwal al-ˁArabiyya, un organismo politico internazionale nato nel 1945.

Il mondo arabo_Arabiyyat

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I nomi dei Paesi arabi e delle loro capitali

1. Dall’Algeria al Libano

 

 Algerìa   الجزائر‎  al-Ǧazāˀir  – Algeri  ﺍﻟﺠﺰﺍﺋﺮ  al-Ǧazāˀir

Nome ufficiale  الجمهورية الجَزائرية الديمقراطية الشعبية  al-Ǧumhūriyya l-Ǧazāˀiriyya d-Dīmūqrāṭiyya š-Šaˁbiyya, “Repubblica Democratica Popolare di Algeria”.
Il nome proprio ﺍﻟﺠﺰﺍﺋﺮ  al-Ǧazāˀir significa “le isole” (plurale fratto di  جَزِيرَة  ǧazīra).

 

   Bahrèin  ﺍﻟﺒﺤﺮﻳﻦ‎  al-Baḥrayn  Manama  اَلْمَنَامَة  al-Manāma

Nome ufficiale مملكة البحرين  Mamlakat al-Baḥrayn, “Regno del Bahrèin”. Il nome proprio ﺍﻟﺒﺤﺮﻳﻦal-Baḥrayn significa “i due mari” (duale di بَحْر  baḥr).
Il nome proprio  اَلْمَنَامَة  al-Manāma significa “il luogo del sonno/del riposo; il luogo dei sogni” (composto dal prefisso locativo  مَـ  ma-, “luogo in cui…” e dal verbo نَامَ  ‎nāma, “dormire”, dalla radice  ن و م ‎  n-w-m, “sonno”). 

 

   Arabia Saudita   العربية  السعودية‎  al-ˁArabiyya s-Saˁūdiyya Riyàd/Riad  اَلرِّيَاض  ar-Riyāḍ

Nome ufficiale  ﺍﻟﻤﻤﻠﻜﺔ ﺍﻟﻌﺮﺑﻴﺔ ﺍﻟﺴﻌﻮﺩﻳﺔ‎  al-Mamlaka l-ˁArabiyya s-Saˁūdiyya, “il Regno dell’Arabia Saudita”.
Il nome proprio اَلرِّيَاض  ar-Riyāḍ  significa “i giardini” (plurale di  روﺿﺔ  rawḍa).

 

   Comore  ﺟﺰﺭ ﺍﻟﻘﻤﺮ  Ğuzur al-Qamar Moroni  موروني  Mūrūnī

Nome ufficiale  الاتحاد ﺍﻟﻘﻤﺮي  al-Ittiḥād al-Qamarī, “Unione delle Comore”.
Il nome proprio ﺟﺰﺭ ﺍﻟﻘﻤﺮ  Ğuzur al-Qamar significa “isole della luna” (da جُزُر  ǧuzur e قَمَر  qamar), ma anche “isole del Madagascar”: nel Medioevo i cartografi arabi chiamavano il Madagascar Gezirat Al-Komor, “isole della luna”.

 

   Egitto  ﻣﺼﺮ‎  Miṣr Il Cairo  اَلْقَاهِرَة  al-Qāhira

Nome ufficiale جمهورية مصر العربية  Ǧumhūriyyat Miṣr al-ˁArabīyya, “Repubblica Araba d’Egitto”.
Il nome arabo moderno dell’Egitto, Miṣr, deriva dalla radice semitica m-ṣ-r, in origine “metropoli; civilità” e anche “paese; terra di frontiera”.
Il nome proprio  اَلْقَاهِرَة  al-Qāhira  significa “la forte, la vittoriosa, la conquistatrice” ed è il nome ufficiale della città, che però viene chiamata semplicemente Miṣr, pronunciato Maṣr in arabo egiziano.

 

   Emirati Arabi Uniti  ﺍﻹﻣﺎﺭﺍﺕ ﺍﻟﻌﺮﺑﻴﺔ ﺍﻟﻤﺘﺤﺪﺓ  al-ˀImārāt l-ˁArabiyya l-Muttaḥida Abu Dhabi  أَبُو ظَبِي  ˀAbū Ẓabī

Nome ufficiale  دولة الإمارات العربية المتحدة  Dawlat al-ˀImārāt l-ˁArabiyya l-Muttaḥida, “Stato degli Emirati Arabi Uniti”.
Il nome della capitale, أَبُو ظَبِي  ˀAbū Ẓabī, significa “padre della gazzella” (da أَبُو  ˀabū, “padre di”, in stato costrutto, e  ظَبْي  ‎ẓaby, “gazzella”).

 

  Gibùti  جيبوتي‎  Ğībūtī Gibùti جيبوتي‎  Ğībūtī

Nome ufficiale جمهورية جيبوتي  Ǧumhuriyyat Ğībūtī, “Repubblica di Gibuti”.

 

  Giordània  الأُرْدُنّ‎  al-ˀUrdunn Amman  عَمَّان‎  ˁAmmān

Nome ufficiale المملكة الأردنية الهاشمية‎  al-Mamlaka l-ˀUrdunniyya l-Hāšimiyya, “Regno Hashemita di Giordania”.
Il termine  هَاشِمِيّhāšimiyy (n./a.), “hashemìta” (o hashimìta), deriva dal nome proprio  هَاشِم Hāšim, lett. “[colui che] rompe il pane”, dal verbo هَشَمَhašama, “rompere, frantumare”.
Il nome proprio del regno di Giordania deriva da quello del fiume Giordano, dalla radice ebraica י־ר־ד ‎  y-r-d, “scendere” (verso il Mar Morto) o da quella araba و ر د  w-r-d, “venire, arrivare” (a una fonte d’acqua più grande).

 

  Iraq  العراق‎  al-ˁIrāq Baghdad/Bagdad  بَغْدَاد  Baġdād

Nome ufficiale جمهورية العراق‎  Ǧumhūriyyat al-ˁIrāq, in curdo كۆماری عێراق  Komarî Êraq, “Repubblica d’Iraq”.
Il nome proprio العراق‎  al-ˁIrāq ha diverse possibili etimologie: forse risale all’antica città sumerica di Uruk (oggi Warka); secondo alcune fonti arabe deriva dall’aggettivo عَرِيق ˁarīq, “profondamente radicato” (dalla radice ع ر ق ‎  ˁ-r-q, relativa alle “radici”) e secondo altre dal medio-persiano erāq, “bassopiano”.
Il nome della capitale, بَغْدَاد  Baġdād, deriva dal medio-persiano bagdād, “donato da Dio, dono di Dio”.

 

  Kuwait   اَلْكُوَيْت  al-Kuwayt Città del Kuwait  مدينة الكويت‎  Madīnat al-Kuwait

Nome ufficiale دولة الكويت  Dawlat al-Kuwayt, “Stato del Kuwait”.
Il nome proprio اَلْكُوَيْت  al-Kuwayt  in arabo classico significa “fortezza costruita vicino all’acqua/al mare”, forma diminutiva di  كوت  kūt, “fortezza” (dalla radice  ك و ت ‎  k-w-t).
La capitale è chiamata مدينة الكويت‎  Madīnat al-Kuwait  o semplicemente الكويت al-Kuwait.

 

  Libano  لُبْنَان  Lubnān Beirut  بَيْرُوت  Bayrūt

Nome ufficiale  اَلْجُمْهُورِيَّة اَللُّبْنَانِيَّة  al-Ǧumhūriyya l-Lubnāniyya, “Repubblica del Libano”.
Il nome proprio  لُبْنَان  Lubnān deriverebbe dalla radice semitica  ﻟ ﺒ ﻦ  l-b-n, che veicola il concetto di “bianco” e “latte” (ebraico לָבָן laván, “bianco”, e arabo لَبَن  laban, “latte”), probabilmente in riferimento alla cima innevata del Monte Libano.
Il nome della capitale risale forse al fenicio Bêrūt (pl.), “pozzi; sorgenti d’acqua” (arabo بِئْر  biˀr, “pozzo, fonte”, ebraico בְּאֵר  b’er, “pozzo”).

 

[Continua…]

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Lessico geografico e politico

اِتِّحَاد   ittiḥād (n.m.), اِتِّحَادَات ‎   ittiḥādāt (pl.): unione [nome verbale del verbo اِتَّحَدَ  ittaḥada, “essere uno, unito; unirsi (con)”]

أُرْدُنِّيّ  ˀurdunniyy (a.), أُرْدُنِّيَّة  ‎ ˀurdunniyya (f.): giordano

إِمَارَة   ˀimāra (n.f.),  إِمَارَاتˀimārāt (pl.): emirato, principato

بَحْر   baḥr (n.m.), بِحَار ‎  biḥār (pl.), بَحْرَيْن  baḥrayn (duale): mare

بَلَد   balad (n.m./f.),بِلَاد ‎  bilād / بُلْدَان  buldān (pl.): paese; regione, territorio

دَوْلَة  dawla (n.f.), دُوَل ‎  duwal (pl.), دَوْلَة  dawlat (stato costrutto): Stato, paese [dalla radice  د و ل ‎  d-w-l, “alternanza, stato”]

جَزِيرَة  ǧazīra (n.f.), جُزُر  ǧuzur (pl.), اَلْجَزَائِر  al-ǧazāˀir (plurale fratto): isola

جَامِعَة  ǧāmiˁa (n.f.),  جَامِعَات ‎  ǧāmiˁāt (pl.), جَامِعَة  ǧāmiˁat (stato costrutto): società, lega, federazione, unione, comunità [dalla radice  ج م ع ‎  ǧ-m-ˁ, “riunione, raccolta”]

جُمْهُورِيَّة  ǧumhūriyya (n.f.), جُمْهُورِيَّة  ǧumhūriyyat (stato costrutto): repubblica [derivato da جُمْهُور  ǧumhūr, “moltitudine, massa, folla; popolo; pubblico”]

سَعُودِيّ  saˁūdiyy (a.),  سَعُودِيَّة  saˁūdiyya (f.): saudita [derivato da السَعُود  as-saˁūd, la Casa di Saud“]

شَعْبِيّ  šaˁbiyy (a.), شَعْبِيَّة   ‎šaˁbiyya (f.): popolare; nazionale [derivato da شَعْب  šaˁb, “popolo; nazione; etnia”]

قَمَر   qamar (n.f.), أَقْمَارˀaqmār (pl.): luna; satellite

مُتَّحِد  muttaḥid (a.), مُتَّحِدَة   ‎muttaḥida (f.): unito [derivato dal participio attivo del verbo اِتَّحَدَ  ittaḥada, “essere uno, unito; unirsi (con)”]

مَدِينَة   ‎madīna (n.f.), مُدُن ‎  mudun / مَدَائِن ‎  madāˀin / مُدْن  ‎ mudn (pl.): città

مَمْلَكَة   mamlaka (n.f.): regno; impero; sovranità

عَرَبِيّ ˁarabiyy (a.), عَرَبِيَّة  ˁarabiyya (f.): arabo [derivato dal nome عَرَب ˁarab, “Arabi; beduini”, dalla radice  ع ر ب  ‎ ˁ-r-b]

عَاصِمَة  ˁāṣima (n.f.), عَوَاصِم ˁawāṣim (pl.): capitale; metropoli

عَلَم  ˁalam (n.m.),  أَعْلَام ‎  ˀa‎ˁlām (pl.): bandiera, vessillo; simbolo, emblema [dalla radice  ع ل م ‎  ˁ-l-m, “sapere, conoscenza”]

عَالَم  ˁālam  (n.m.),عَالَمُون ‎  ˁālamūn / عَوَالِم  ˁawālim: mondo; universo, cosmo [dalla radice  ع ل م ‎  ˁ-l-m, “sapere, conoscenza”]

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Fonti:

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Immagine: Il mondo arabo, dal sito Arabiyyat di Eros Baldissera

 

Glossario di arabismi in italiano / 2

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‘Neoislamismi’ contemporanei: parole della vita quotidiana, della politica e della religione

In fase moderna sono entrate in italiano parole arabe relative alla religione e alla politica musulmane, in qualche caso in veste turca (muezzin, musulmano) o persiana (ayatollah), insieme a voci tratte dalla vita quotidiana (cucina e vestiario). Gli  arabismi  rientrano nella più vasta categoria dei cosiddetti islamismi, termini giunti alle lingue europee a seguito dell’espansione culturale e politica dell’Islām nelle zone costiere del Mediterraneo da Occidente fino al Vicino Oriente.

I ‘neoislamismi’ contemporanei fanno riferimento quasi esclusivo a realtà politiche, sociali, culturali proprie dell’Islām contemporaneo e giungono in italiano attraverso i canali dell’informazione giornalistica e radiotelevisiva. La loro veste fonomorfologica è in genere scarsamente integrata.

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Parole della vita quotidiana: cucina mediorientale e vestiario

baclava/baklàva/baklavà: [1865], turco baklava /baˈkɫaβa/, ar. بقلاوة  baqlāwa – dolce a base di sottili strati di pasta sfoglia, burro, zucchero o miele, farciti con frutta secca tritata e pistacchi, tipico dei Paesi mediorientali e balcanici

bulgur/burghul/burgul: [1794] turco bulgur /bulˈɡur/, ar. بُرْغُل  burḡul – semola ottenuta dalla macinazione grossolana di cariossidi di grano precotte e seccate, utilizzata spec. nella cucina mediorientale

burqa/burka: [1975] pers. e urdu burka̒  /’burkhaʔ/, ar. برقع  burqu̒  /ˈburka/ – nella tradizione di alcuni Paesi musulmani, indumento femminile che copre tutto il corpo, lasciando solo una griglia di tessuto più rado all’altezza degli occhi

chador: [1979] pers. چادر  čador /tʃɒːˈdor/, “velo” – lungo velo che copre la testa e il volto, lasciando scoperti solo gli occhi, tradizionalmente indossato dalle donne di religione islamica; ampio scialle che copre il capo e viene fermato o annodato al collo, indossato dalle donne di religione islamica

cuscus/kuskus: [1563] ar. maghrebino كسكس   kuskus – vivanda di origine araba a base di pallottoline di semola condite con salsa piccante, ragù di carni, umidi di pesce, stufati di verdure

falàfel/felàfel: [1989] ar. فلافل  falāfil /fæˈlaːfil/ – polpettina di fave o ceci con prezzemolo, cipolla, aglio e spezie, tipica della cucina araba

hammam: [1990] ar. حمام  ḥammām /ħam’ma:m/, “bagno; bagno turco” – luogo dove si possono fare bagni turchi, massaggi, cure fisiche

hijab: [1991] ar. حجاب  hijab /ħi’dʒa:b/, pl. حُجُب hujub, “cortina; velo” – velo tradizionale delle donne islamiche che viene fermato sotto il mento e copre la testa, i capelli e il collo

hummus/hommos: [1972; 1990] ar. coll. حُمُّص  ḥummuṣ /ħʊmˈmʊs/, “ceci” – crema di ceci con aglio, succo di limone, olio d’oliva, semi di sesamo e altre spezie, specialità della cucina araba

kebab: [1887] turco kebab /kɛ’bab/, ar. كباب  kabāb, “carne arrostita” – spiedino di carne di montone o di agnello, con o senza verdure tra un pezzo e l’altro, cotto alla griglia; specialità della cucina mediorientale

kefiah/kefiyyah: [1895; 1983] ar. dial. kefīya /ke’fi:jæ/, var. del class. كوفية  kafiyya/kūfiyya /kuˈfija/, prob. dalla stessa radice del lat. tardo cufia, “cuffia” – copricapo arabo, spec. beduino, costituito da un telo di cotone, lana o seta, che si indossa piegandolo a triangolo con due punte cadenti sulle spalle e la terza che scende a proteggere la nuca e il collo

kohl: [1899] ar. كُحْل  kuḥl /kuħl/, pl. أَكْحَال ʾakḥāl, “antimonio” – polvere di antimonio di colore scuro, usata in Oriente come cosmetico per gli occhi

shawarma/shawerma: [1994] ar. شاورما  šāwarmā/šāwirmā – pietanza di carne mediorientale; la parola deriva dal turco çevirme, “che gira”, ma in Turchia è chiamato döner kebabı; in Grecia è detto gyros, e in quest’ultimo caso può essere di maiale, animale escluso dal consumo alimentare per le popolazioni di religione islamica

taboulé/tabbouleh: [1994] fr. taboulé /tabuˈle/, ar. tabbouleh, da تَابَل  tābal, “coriandolo; condimento” – piatto a base di bulgur, pomodori, prezzemolo, cipolle, succo di limone e foglie di menta, tipico della cucina libanese

tahina: [1963; 1987] ar. طحينة  ṭaḥīna /ŧa’ħi:næ/, cfr. طحين  ṭaḥīn, “farina”, dalla radice   ط ح ن  ṭ-ḥ-n, “macinare” o “frumento” – crema di semi di sesamo bianco usata come salsa in piatti della cucina mediorientale e greca

 

Folio_from_a_Koran_(8th-9th_century)

Mondo islamico: parole della politica e della religione

ayatollah: [1978] pers. آيت‌ الله ayatollah /ɒːjætolˈlɒː/, ar. آية الله  āyātu-ʾllāh, “segno di Dio” (adattato alla fonetica persiana) – nell’Islam sciita, la massima autorità religiosa, cui si riconoscono unanimemente particolari doti di saggezza, di preparazione teologica, dirittura morale e dedizione alla collettività

fatwa: [1829; 1956] ar. فَتْوَى  fatwāʾ /’fatwa:ʔ/, pl. فَتَاوَى ‎  fatāwā, “consultazione, sentenza; opinione di tipo legale nel diritto islamico”, der. di afta, “decidere una questione di legge e dottrina religiosa” – parere giuridico-teologico pronunciato da un muftì in seguito alla richiesta di un giudice musulmano di sapere se un caso specifico è regolato dalla legge islamica e quale provvedimento eventualmente richieda; (est.) condanna pubblica conseguente a tale parere, che impegna tutti i credenti a eseguirne la sentenza

fedain/fedayin/feddayn: [1963] ar. volg. fedāyīn /feda:’ji:n/, var. di فدائيون  fidāʾīyīn, plur. obliquo di fidā’ī, “colui il quale è pronto a sacrificare la propria vita per una causa” – appartenente al corpo militare composto da guerriglieri palestinesi, organizzato nel 1955 dall’Egitto contro Israele; (est.) guerrigliero palestinese

hezbollah: [1985; 1987] pers. ant. hezbollah, ar. حزب الله  hizbu-ʾllāh, “partito (hezb, hizb) di Dio (Allāh)”, ar. volg. hezbollāh /hezbo’la:h/ – denominazione di alcuni movimenti islamisti radicali sciiti di ispirazione iraniana, spec. di un movimento attivo nel Libano, dotato di milizie armate

imam/iman: [1562] ar. إمام  ’imām, “capo”, da amma, “egli precede, marcia in testa” – presso i musulmani sciiti, ciascuno dei discendenti diretti di Alì, genero di Maometto, riconosciuti come legittimi sovrani e capi spirituali per diritto divino, in numero di 7 o 12 a seconda delle sette; fedele musulmano che dirige la preghiera nella moschea; nel mondo islamico, chi eccelle per particolare erudizione e cultura in qualche campo delle lettere o delle scienze

intifada: [1987] ar. انتفاضة  intifāḍa /ʔinti’fa:ða/, “scuotimento, sussulto”, poi “rivoluzione” – forma di lotta di massa dei Palestinesi, organizzata a partire dal 1987 nei territori della Cisgiordania e di Gaza occupati da Israele, caratterizzata da atti di disobbedienza civile, manifestazioni illegali e uso di armi improprie

Islam: [1869] ar. إسلام  Islām, “sottomissione, abbandono, consegna (di sé alla volontà divina)”, da أسلم  aslama, “sottomettersi”, “sottinteso alla volontà di Dio” – religione monoteistica, fondata da Maometto, che predica la totale rassegnazione a Dio e le cui regole sono enunciate nel Corano dettato da Maometto stesso; legge religiosa e anche politica dei Musulmani; mondo, cultura e civiltà musulmani; islamismo || islamico (agg.): ar. إسلامي  ʾislāmiyy

jihad [s. f./m. inv, il sost. m. si usa con gli art. il, un, i]: [1892; 1899; 1979] ar. جهاد  jihād /dʒiˈhæːd/, “combattimento, lotta” – guerra santa condotta dai seguaci dell’islamismo contro gli infedeli; denominazione di gruppi di integralisti musulmani, che dagli anni 1980-90 compiono attentati e azioni terroristiche in Paesi del Medio Oriente

madrasa/madrassa: [1957] ar. مدرسة  mádrasa /ˈmæd-rasa/, pl. مدارس  madāris, “luogo di studio”, comp. del pref. locativo  مَـ ma- e درس  dárasa, “studiare”, vc. di orig. aramaico-siriana – nelle civiltà islamiche, scuola coranica di diritto e teologia

muftì: [1529] ar. مفتي  muftī, “colui che dà un responso legale; espositore della legge”, turco müftü giureconsulto musulmano autorizzato per manifesta perizia dal governo a emettere responsi dottrinali (fatwā) su questioni di legge civile e religiosa; tali responsi sono stati spesso raccolti, costituendo un’importante fonte per gli studiosi di diritto e una guida per l’interpretazione delle fonti islamiche

mujaheddin/mujahiddin/mujahedin: [1986] prob. dall’ingl. mujaheddin /mu:dʒəhə’di:n/, ar. مجاهدين  muǰāhidīn, pl. di muǰāhid, “combattente per il jihad, la guerra santa”, part. attivo del v. جاهد  jāhada [radice  ج ه د  j-h-d, “sforzo”] – combattente musulmano impegnato nella guerra santa contro i nemici dell’unità islamica; guerrigliero del movimento nazionale islamico dell’Afghanistan

muezzin: [1602; 1721] turco müezzin /myez’zin/, ar. مؤذن  muʾaḏḏin, “colui che annuncia l’ora della preghiera” – nelle moschee islamiche, persona che, dal minareto, invita, con canto rituale e nelle ore prescritte, i fedeli alla preghiera, e che provvede ad altre incombenze rituali, con ufficio spesso ereditario

mullah: [av. 1652] turco molla /mol’la/, pers. mullā, ar. مَوْلَى  mawlā, “tutore; signore”, ar. ملا  mullā – in India, Iran e nei paesi di lingua turca, cultore delle scienze religiose islamiche

musulmano/mussulmano: [1557] dal turco müslüman, ar. pers. muslimān, pl. di  مسلم  muslim, “appartenente all’Islam”, voce ar. “sottomesso” – seguace dell’islamismo

ramadan: [1422] ar. رمضان  ramaḍān /rama’đa:n/, “il mese caldo”, perché anticamente cadeva in estate – nono mese del calendario musulmano, in cui vi è l’obbligo dello stretto digiuno dall’alba al tramonto; serie delle osservanze rituali cadenti in tale mese

shahid: [1988] ar. شهيد  šahīd /ʃaħˈiːd/, “martire; testimone” – termine coranico che indica il combattente islamico che dà testimonianza della sua fede accettando di morire in battaglia

sharía: [1960] ar. شريعة  šarʿīya /ʃaˈrija/, “strada battuta” [radice  ش ر ع ‎  š-r-ʿ, “legge; legislazione”] – legge islamica che regola i comportamenti pubblici e privati, religiosi e civili dei fedeli; è formata dalle prescrizioni del Corano e dalle aggiunte di interpreti ed esegeti dei primi secoli dopo la morte di Maometto

sunna: [1872; 1895; 1941] ar. سُنَّة  sunnah, “norma, regola” – regola di comportamento, criterio interpretativo, consuetudine che i musulmani sunniti traggono dal Corano e dalle tradizioni relative a Maometto

sura: [1873] ar. سورة  sūra /’su:ræ/, “sequenza; linea di mattoni” – ognuno dei centoquattordici capitoli del Corano

talebano/taliban: [1994] pers. ṭālibān, pl. dell’ar. طَالِب  ṭālib, “studente” – studente di scuola coranica, membro di un’organizzazione politico-militare di ispirazione integralista islamica attiva in Afghanistan dal 1994 e al potere fino al 2001

ulama/ulema: [1553; 1592] ar. عُلَمَاء ʿulamāʾ, “i saggi, i dotti”, pl. di عَالِم ‘alīm, “sapiente”, da عَلِمَ  ‘alima, “sapere” [radice  ع ل م ‎  ʿ-l-m, “sapere; conoscenza”] – maestro che si dedica alla teologia musulmana, all’origine esperto nella scienza coranica e delle tradizioni

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Fonti

Introduzione tratta da: arabismi, di Marco Mancini (2010), © Enciclopedia dell’Italiano Treccani

Voci del glossario, definizioni e traslitterazioni tratte da:

Termini in arabo, persiano e turco tratti da: Arabic language – Wiktionary, 

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Sura del Corano (Folio from a Koran, 8th-9th century), Pubblico dominio

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