Buona educazione: le regole di أَدَب ˀadab

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أَدَب  ˀadab (n.m.),  آدَاب ‎  ˀādāb: buona educazione, buona creanza, cortesia, galateo; cultura, istruzione; letteratura; pl. regole, modo di comportarsi; le Lettere

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Il concetto di أَدَب  ˀadab

Il concetto di  أَدَب  ˀadab ha una lunga storia. Nell’Arabia preislamica è sinonimo di  سُنَّة  ‎sunna, nel senso di “modo corretto di vivere, modo di comportarsi, consuetudine [trasmessa dagli avi]”, soprattutto nella sfera morale. Con l’evoluzione della società islamica, il termine ˀadab assume un valore intellettuale e il significato di “cultura della élite”, per designare i “buoni costumi”, la raffinatezza e le conoscenze adeguate all’ambiente cittadino e di corte. Il senso specifico di “letteratura” si forma a partire dall’epoca abbaside, in parallelo con la nascita della prosa letteraria. Nell’arabo moderno ˀadab mantiene sia il significato di letteratura che di educazione.

Sull’evoluzione e l’etimologia di ˀadab:

📖  “Breve schema riassuntivo sul concetto di Adab” (pdf), © Marco Lauri, in: Materiale didattico integrativo di Letteratura e cultura araba II, A.A. 2015/2016, Università di Macerata

📖  L’adab: un concetto stratificato” (pdf, pp.30-45), © Luca Rizzo, in: La ricezione dell’Adab al-kātib di Ibn Qutayba in al-Ğawālīqī e Ibn al-Sīd al-Baṭalyawsī, Tesi di laurea, A.A. 2013/2014, Università Ca’ Foscari Venezia

 

Le regole di أَدَب  ˀadab.
S
aluti e formule di cortesia in arabo / 2

Le regole di أَدَب  ˀadab, “buona educazione, buona creanza”, sono molto importanti nel mondo arabo e gli arabi sono molto sensibili al fatto che un occidentale sappia come comportarsi in determinate occasioni. Nelle visite, negli incontri o nel corso di una telefonata occorre dedicare il dovuto tempo ai convenevoli preliminari.
Le formule di cortesia comportano sempre una risposta automatica.

 

Al buongiorno, usato per salutare qualcuno prima di mezzogiorno:

ﺻﺒﺎﺡ ﺍﻟﺨﻴﺮ

ṣabāḥa l-ḫayr, “mattina di bene”

si ricambia con

صباح النور

ṣabāḥa n-nūr, “mattina di luce”

Al buon pomeriggio o buonasera:

مساء الخير

masāˀa l-ḫayr, “sera di bene”

si ricambia con

مساء النور

masāˀa n-nūr, “sera di luce”

Al ciao o salve informale, usato in un rapporto abbastanza intimo o al telefono, e più comune tra arabi non musulmani, o quando un arabo vuole rivolgersi a persone non religiose:

مَرْحَبًا

marḥaban

si risponde con ciao/salve a te

ﻣﺮﺣﺒﺎ ﺑﻚ

marḥaban bi-ka (masch.) /  marḥaban bi-ki (femm.)

 

Quando conosciamo qualcuno, la prima domanda sarà  Come ti chiami?

مَا اِسْمُكَ؟  ˀismu-ka? (m.) / مَا اِسْمُكِ؟  mā ˀismu-ki? (f.)  <come + nome-tuo [è]?>

 

e risponderemo Mi chiamo…

اِسْمِي   ˀismī  <nome-mio [è] …>

 

Gli arabi, popolo di viaggiatori e antichi beduini, ci chiederanno subito della nostra provenienza:

من أين أنت   min ˀayna ˀanta (m.) / ˀanti (f.)?, “Di dove sei?” <di + dove + tu [sei]?>

أنا من  ˀana min… <io di [nome città]>

 

Alla domanda Come stai? / Come va?

كَيْفَ حَالُكَ؟   ‎kayfa ḥālu-ka? (m.) / كَيْفَ حَالُكِ؟  kayfa ḥālu-ki? (f.)  <come [è] stato-tuo ?>

oppure

كـيـف الـحـال   kayfa al-ḥāl <come [è] lo-stato?>

risponderemo Tutto bene / Tutto a posto

اَلْحَمْدُ لِلّٰهِ  al-ḥamdu li-Llāhi, “grazie a Dio”

oppure

بِخَيْر    bi-ayr, “bene”

 

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Fonti

 

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Immagine tratta da: The Shape of Adab | Abdur Rahmans Corner

Altri appunti:

✏  Nome, اِسْم ism

✏  Saluto, سلام salām

 

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Nome, اِسْم ism

اِسْم

ism (n.m.), ‎أَسْمَاء ‎  ˀasmāˀ أَسَامٍ ‎  ˀasāmin (pl.): nome; nome proprio di persona;
(gramm.) sostantivo, ‘nominale’

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La trascrizione dei nomi propri italiani in arabo

Silvia_arab.it

 

 

 

 

Alcuni nomi propri di persona, appartenenti alla tradizione religiosa giudeocristiana, hanno equivalenti arabi, ad esempio:

              Chiara        ⇒        نُور   ‎Nūr (“Luce”)

Giuseppe       ⇒         يُوسُف   Yūsuf

          Maria        ⇒         مَرْيَم   Maryam

 

Per scrivere un nome proprio italiano che non ha un equivalente si utilizzano i caratteri arabi la cui pronuncia corrisponde alle lettere del nome italiano:

  • le vocali si riproducono in genere mediante vocali lunghe arabe
  • la -a finale si traslittera con la  ˀalif  normale
  • il suono [v] si trascrive con una  ﻑ  fāˀ.

Così una possibile trascrizione del mio nome sarà:

Silvia      ⇒         سيلفيا

I nomi propri di persona sono indeclinabili.

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Presentarsi:  اِسْمِي  ˀism-i  e  أَنَا  ˀanā

Per presentarsi si possono utilizzare:

  • la forma  اِسْمِي  ˀism-i, “il mio nome”, con il pronome suffisso  ي -i  in funzione di aggettivo possessivo (1ª persona singolare) unito al sostantivo, seguita dal nome proprio

اِسْمِي سيلفيا  ˀismī  Silvia     “mi chiamo Silvia”  <nome-mio [è] Silvia>

  • il pronome autonomo personale   أَنَا  ˀanā, “io” (1ª persona singolare), seguito dal nome proprio

 أَنَا سيلفيا   ˀanā Silvia     “sono Silvia”  <io Silvia>

 

La frase nominale

I grammatici arabi medievali suddivisero le lingua araba in tre parti del discorsoاِسْم  ism, “nome”,   فِعْل  fiˁl, “verbo”  e  حَرْف  ḥarf, “particella”.
Nella categoria dei ‘nominali’, اِسْم  ism, rientrano sostantivi, aggettivi, pronomi e numerali.

La frase nominale,  الجُمْلة الاِسْمِيَّة  al-ǧumla l-ismiyya, corrisponde a un enunciato costituito da soli ‘nominali’ nel quale non interviene alcun verbo e rappresenta il modo abituale di rendere la frase dichiarativa, che in italiano richiede il verbo essere:

 أَنَا طَالِبَةٌ  ˀanā ṭālibatun  ⇒  “sono una studentessa”  <io studentessa>

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Fonti

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Immagini: Silvia in arabo, © Arab.it

Altri appunti:

✏   Alfabeto: lettere aggiuntive / 2
✏   Alfabeto: lettere aggiuntive / 1
✏   “Movimento”, حركات‎ ḥarakāt